-
Tempo medio di lettura 10'

Quel diritto d’autore (sul tatuaggio) di cui ignoravi l’esistenza…

Pubblicato in Autori e Copyright
da Matteo Saleri
Home > Quel diritto d’autore (sul tatuaggio) di cui ignoravi l’esistenza…

Sono ormai un certo numero i tatuatori – come specifica categoria di artisti/illustratori – ad essersi rivolti al nostro studio per ricevere assistenza in materia di Copyright e di Diritto d’Autore. I casi di lite più frequenti riguardano, per l’appunto, tatuatori plagiati da altri tatuatori oppure tatuatori diffidati per aver copiato opere altrui (non necessariamente tatuaggi) di cui non detenevano i diritti.

In questo articolo parleremo di alcuni principi di massima in materia di tatuaggi ed alcuni casi interessanti, in particolare:

I tatuaggi sono opere protette dal diritto d'autore?

Il tatuaggio è a tutti gli effetti un “disegno”, anche se viene realizzato sulla pelle di una persona. In quanto tale, esso rientra tra le arti figurative ed è conseguentemente protetto dalle norme sul diritto d’autore (cfr. Legge n. 633/1941, art. 2).

Quando il tatuatore intende replicare la sua opera (ovvero i suoi disegni originali) applicandoli su molti clienti, risulterebbe consigliabile registrare la collezione di disegni (come fanno i tatuatori che sono già assistiti da noi). In questo caso la protezione ottenuta sarebbe quella rafforzata dei disegni e modelli industriali. Quando si realizzano nuove collezione di elementi decorativi è infatti opportuno procedere con la loro registrazione.

Tornando al diritto d’autore, al fine di garantire al tatuaggio la protezione giuridica prevista dalla Legge, è necessario che l’opera sia originalenuova .

Insomma, bisogna verificare che essa possegga il cosiddetto carattere creativo. La Corte di Cassazione ha sottolineato più volte che affinché l’opera possa essere tutelata dal diritto d’autore è sufficiente un apporto creativo anche modesto… (tra le tante Cass. civ. sez. I, 12/01/2018, n.658).

  1. Per originalità si intende il “risultato di un’attività dell’ingegno umano” non banale: un’elaborazione intellettuale che riveli la personalità dell’autore. Per esempio, il tatuaggio di una semplice stella stilizzata o della scritta “mamma” senza particolari caratterizzazioni non risulterebbe sufficientemente originale per essere tutelato dal diritto d’autore.
  2. La novità viene intesa come “novità di elementi essenziali e caratterizzanti” tali da distinguere l’opera da quelle precedenti. Anche nel settore del tatuaggio bisogna evitare di copiare il lavoro altrui.

 

Con l’occasione, ricordiamo a tutti i tatuatori che stanno leggendo il presente contributo che la riproduzione — anche in forma di tatuaggio — di qualsiasi opera altrui rappresenterebbe un plagio (e come tale potrebbe essere perseguita legalmente).

Se Banksy si è ribellato contro il MUDEC di Milano per la realizzazione di merchandising non autorizzato delle sue opere… Non si vede perché il celebre street artist non dovrebbe volersi ribellare anche contro un tatuatore-plagiatore seriale.

Quali sono i diritti dell'autore sul tatuaggio?

Il diritti sull’opera figurativa nascono con la sua creazione. Non è richiesto alcun tipo di deposito/registrazione per far sorgere in capo al tattoo artist (autore) i diritti di proprietà intellettuale sul tatuaggio. Anche se è sempre opportuno conservare una prova della data di creazione dell’opera mediante appositi servizi di certificazione.

Sarebbe infatti sufficiente, ad esempio, scattare una fotografia al disegno provvedendo immediatamente alla sua sicura conservazione e alla certificazione della data di creazione (è possibile farlo, ad esempio, sul portale Proofy, la registrazione per chi crea).

I diritti che nascono in capo a chi è in grado di provare di essere l’autore dell’opera-tatuaggio sono sia morali sia patrimoniali. I primi riguardano il diritto di vedersi riconosciuti autori e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione della stessa. I diritti patrimoniali comprendono, invece, i diritti dell’autore di sfruttare economicamente l’opera in ogni forma e modo. I diritti patrimoniali spettano di norma al tatuatore, è ciò anche se il tatuaggio finisce per restare impresso sulla pelle del Cliente.

Anche nel caso della compravendita di un quadro, infatti, l’acquirente dello stesso acquisisce il diritto di goderne e non di realizzarne una tiratura limitata o altro…

Alcuni casi di risarcimento economico per sfruttamento abusivo di tatuaggi.

Abbiamo individuato alcuni casi interessanti oltre oceano. Un tatuatore americano, Matthew Reed, aveva citato Nike® e Rasheed Wallace (celebre giocatore di pallacanestro) per la diffusione televisiva di uno spot incentrato sui tatuaggi di Wallace. Nello spot, si inquadravano in primo piano le braccia del giocatore sulle quali si andavano a comporre i suoi tatuaggi, mentre quest’ultimo ne raccontava il significato (il video è disponibile su youtube).

Il tatuatore lamentava il fatto di non aver rilasciato nessuna in relazione allo sfruttamento della sua opera. Il caso non giunse mai a sentenza, avendo le parti trovato soluzione attraverso la stipula di un accordo transattivo, probabilmente favorevole al tattoo artist.

James Hayden, tatuatore conosciuto tra le stelle dell’NBA, si lamentò del fatto che un produttore di videogiochi (Take-Two) rappresentasse giocatori come Lebron James, Kyrie Irving, Danny Green e altri completi dei rispettivi tatuaggi. Il caso riguarda il famoso videogioco “NBA 2K” per le sue edizioni degli anni 2016/2017/2018.

L’artista denunciava la riproduzione non autorizzata dei suoi lavori sugli avatar dei giocatori realizzati per  “NBA 2K”. In sentenza, il Giudice ha dichiarato che ad Hayden spettava un risarcimento economico a causa della violazione del Copyright perpetrata da Take-Two (Case No. 1:17 CV 2635).

I miei tatuaggi sono una parte di me e della mia identità. Se non venissi mostrato con i miei tatuaggi non sarebbe una vera rappresentazione di meLebron James

 

 

Infine, anche il tatuatore di Mike Tyson accusò la Warner Brothers. Infatti, l’iconico tatuaggio realizzato sul viso di Tyson compariva  in alcune scene del film “Una notte da leoni II” (“The Hangover Part II”). Anche in questo caso, le parti si misero infine d’accordo in via riservata.

I tre esempi sopra riportati, sottolineano come, nonostante il cliente paghi per avere un tatuaggio da mostrare sulla sua pelle, egli non acquisisca anche il diritto allo sfruttamento economico dell’opera. Dunque, ogni forma di commercializzazione di questa da parte del tatuato sembra essere illecita senza un’autorizzazione espressa o un accordo con l’artista che l’ha realizzata.

Ovviamente, si può ben comprendere come al tatuato non possa essere imposto nessun obbligo troppo restrittivo. Perciò, non gli può essere impedito di mostrare il suo corpo durante la sua vita privata come avrebbe altrimenti fatto in assenza del tatuaggio. Il divieto, infatti, riguarda esclusivamente lo sfruttamento commerciale dell’opera.

Cessione del diritto d'autore (e liberatorie) sul tatuaggio.

Abbiamo visto come un personaggio pubblico (come un campione dello sport), se tatuato, sia esposto al rischio di vedersi accusato di Copyright infringement da parte del suo tatuatore. Insomma, ogni tatuatore che abbia lavorato per un personaggio noto potrebbe avanzare pretese economiche nei confronti del suo cliente per sfruttamento commerciale non autorizzato dell’opera.

Dal punto di vista del personaggio noto, il modo migliore di tutelarsi, sarebbe quello di ottenere una liberatoria dal tatuatore… prima che questo inizi a maneggiare aghi e inchiostro. Più precisamente, qualora il tatuato desideri o abbia intenzione di ottenere i diritti economici sul disegno, dovrebbe, prima della realizzazione dello stesso, accordarsi per iscritto (cfr. art. 110 LDA) con il tattoo artist per ottenere la cessione del diritto patrimoniale d’autore.

Molti tatuatori realizzano gratuitamente tatuaggi a personaggi noti in cambio della popolarità che possono ottenere in virtù dell’esposizione mediatica di questi ultimi. E’ chiaro però che è necessario formalizzare questo tipo di accordo per evitare spiacevoli incomprensioni.

Come professionisti attivi nel campo della proprietà intellettuale abbiamo assistito sia autori sia personaggi noti nella realizzazione di questa tipologia di accordi. Inoltre, molti artisti ci affidano il compito di proteggere nel miglior modo possibile le loro creazioni.

Riproduzione riservata ©
Data di pubblicazione: 2 Ottobre 2019
Matteo Saleri

Matteo Saleri

Laureato a pieni voti presso l'Università degli Studi di Milano, praticante avvocato appassionato di Diritto Commerciale, Societario e Antitrust.
Leggi la bio