Recupero Giudiziale

Il recupero giudiziale consiste nell'instaurazione di un procedimento innanzi alle Corti

Una volta concluso il tentativo di recupero stragiudiziale (mediante diffida legale), se il debitore non paga, occorre agire in giudizio. Un’azione innanzi alle corti è l’unico vero strumento per il recupero coattivo del credito. Infatti, a fronte di un chiaro e netto atteggiamento di resistenza da parte del debitore, a poco possono valere i solleciti telefonici od epistolari. Pertanto, l’ unico strumento di tutela è dato proprio dalla proposizione di un azione giudiziale con il patrocinio di un avvocato. È pur vero che le azioni di recupero spesso sono interconnesse con la capienza effettiva del debitore.

Tuttavia, proprio per tale ragione, occorre agire e farlo subito, prima che ogni garanzia si dissolva nel nulla e quindi ancor prima che il debitore possa iniziare manovre di occultamento dei propri beni. È nostra prassi comunicare in anticipo i costi della procedura giudiziale prescelta per il recupero. Ci muoviamo solo a fronte di preventivi chiari e dettagliati.

Quali documenti servono per il recupero giudiziale?

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La produzione in giudizio dei documenti “giusti” facilita notevolmente il recupero del credito.

I documenti che agevolano il nostro intervento e lo rendono ancora più efficace sono:

  • copia della documentazione che dia riprova delle ragioni del credito (ordine, documenti di trasporto, contratti etc).
  • copia delle fatture cui si riferisce il credito;
  • copia dei solleciti già trasmessi e delle corrispondenza eventualmente intercorsa con il debitore.

Quando il set documentale è completo, ad esempio, è possibile ottenere rapidamente un decreto ingiuntivo.

Cos’è un Decreto Ingiuntivo?

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Sulla base della documentazione fornita avremo cura di predisporre un ricorso per decreto ingiuntivo. Il ricorso serve ad un ordine di pagamento nei confronti del debitore moroso. Il Giudice nominato, infatti, leggerà il nostro atto e, dopo aver esaminato la documentazione prodotta, emetterà l’ordine di pagamento.

Avremo cura di notificare il provvedimento del Giudice al debitore, il quale avrà 40 giorni di tempo per fare opposizione al decreto (o per pagare). Il giudice di prassi pone le spese legali sostenute dal debitore per ottenere l’emissione del decreto ingiuntivo a carico del debitore.

Decorsi i 40 giorni senza alcun riscontro a parte del debitore, il decreto diverrà esecutivo e si potrà dare avvio alla fase di recupero forzato del credito mediante precetto e pignoramento dei beni del debitore.

Quanto costa un Decreto Ingiuntivo?

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Come già detto, il Giudice pone i costi della procedura di ricorso in capo al debitore. Lo Studio, si limita a richiedere ai propri Clienti quanto di prassi viene liquidato dai Giudici in decreto, secondo le tabelle ufficiali del Tribunale e del Giudice di Pace di Milano. In questo modo le spese sostenute ed anticipate per intraprendere il procedimento di ricorso per decreto ingiuntivo potranno essere recuperate dal debitore insieme alla sorte capitale dovuta.

Ovviamente tali importi valgono solo nel caso in cui per la procedura dovesse risultare competente il Foro di Milano. In ipotesi diverse dovremo munirci di un procuratore domiciliatario presso il Foro competente e verrà quindi reso un preventivo ad hoc. Preventivi chiari e dettagliati è il nostro più saldo principio. La somma richiesta e versataci al momento dell’avvio della procedura di recupero sarà anche l’unica e sola richiesta economica fino all’emissione del decreto ingiuntivo.

Quali sono le altre azioni legali per recuperare il credito?

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Il ricorso per decreto ingiuntivo non è l’unica soluzione… Oltre alla procedura ingiuntiva, è possibile avviare altre azioni giudiziali per recuperare il credito.

Lo Studio opera sempre lo stringente rispetto dei valori imposti dalla Tariffa Nazionale Forense consentendoci così di porre le spese legali anticipate dai nostri Assistiti a carico del debitore moroso.

  • Quando il credito è fondato su titoli esecutivi, l’azione può partire direttamente dalla fase esecutiva (precetto e pignoramento);
  • Quando non vi è semplice riprova scritta del creditore occorre dare avvio ad un’azione civile ordinaria mediante atto di citazione;
  • Quando il debitore è un imprenditore commerciale che non riesce più a far fronte ai propri debiti, in presenza dei presupposti di Legge, si può proporre istanza di fallimento.

Siamo a disposizione per rendere tutte le delucidazioni che dovessero risultarvi utili in ordine a stabilire la migliore strategia da porre in essere per il recupero del Vostro credito.

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Il primo passo verso l’effettivo recupero del credito è sempre una lettera di diffida

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