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La rivalutazione dei marchi e di altri beni d’impresa: guida alle nuove agevolazioni

Pubblicato in: Fiscalità e Tributi
di Valentina Panizza
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Dal 2021 a valere sul bilancio del 2020 è prevista una nuova agevolazione molto interessante legata alla rivalutazione dei beni d’impresa, tra cui anche i marchi e altri asset intangibili (questa agevolazione è stata introdotta con il Decreto Leggge 104 del 14 Agosto 2020 poi convertito in Legge il 13 Ottobre 2020). A differenza del Patent Box, la nuova agevolazione è molto interessante anche per le imprese che si trovano a chiudere il 2020 in perdita a causa della crisi portata dal COVID.

La nuova agevolazione sulla rivalutazione dei beni d’impresa consente di ottenere vantaggi di tipo fiscale. L’imposta dovuta per la rivalutazione sarà solamente il 3% della plusvalenza (ossia dell’importo della rivalutazione).

Inoltre, le quote di ammortamento sono deducibili ai fini delle imposte sul reddito e IRAP già dal 2021 con un beneficio pari al 24%+3,9%. In alternativa, si può optare per la rivalutazione solo ai fini civilistici.

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In ogni caso, la riserva di rivalutazione entra a far parte del Patrimonio Netto della società aumentandone il valore e, per l’effetto, il rating bancario. Lo vedremo in dettaglio nel presente articolo.

Con il Patent Box, invece, le agevolazioni erano consistenti ma si traducevano in una riduzione di quanto dovuto al fisco come imposte sul reddito (IRPEF, IRES) ed IRAP (Imposta Regionale Attività Produttive) e quindi non potevano essere sfruttate da soggetti stabilmente in perdita. Avevamo parlato in dettaglio del Patent Box in questo articolo. Inoltre, i marchi, erano stati poi esclusi dall’agevolazione.

Vediamo più in dettaglio a chi si rivolge e come funziona questa nuova agevolazione sulla rivalutazione dei beni d’impresa.

I destinatari dell’agevolazione

L’agevolazione è rivolta a tutte le società di capitali (es. srl o SpA) o di persone (es. Snc o Sas) e agli enti commerciali residenti in Italia. I soggetti beneficiari dell’agevolazione devono adottare i principi contabili nazionali nella redazione del bilancio e non quelli internazionali. Questo vincolo esclude quindi ad esempio le società quotate in borsa, le banche, le società finanziarie, le assicurazioni e le società che fanno parte di un gruppo e che hanno deciso di adottare gli standard internazionali.

I destinatari devono inoltre avere beni materiali o immateriali nel proprio bilancio. L’applicazione si applica ai beni presenti in bilancio nell’esercizio in corso al 31 Dicembre 2019 anche se già completamente ammortizzati e quindi con valore netto pari a zero.

Quali sono i beni rivalutabili

Risultano molto interessanti le categorie dei beni immateriali, degli immobili e dei beni riscattati dal Leasing. Ad ogni buon conto la misura prevede che possano essere rivalutati sia i beni materiali che quelli immateriali e precisamente:

  • Beni materiali:
    • Fabbricati ad uso strumentale
    • Immobili ad uso abitativo
    • Terreni
    • Impianti e macchinari
    • Attrezzature
    • Altre immobilizzazioni tecniche
  • Beni immateriali:
    • Marchi
    • Brevetti
    • Licenze
  • Immobilizzazioni Finanziarie:
    • Partecipazioni in altre società collegate o controllate
  • Beni in leasing:
    • possono essere rivalutati i beni in leasing riscattati al 31 Dicembre 2019

I beni immateriali quali marchi brevetti o licenze sono beni strategici per l’impresa.

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I beni in Leasing riscattati invece sono particolarmente interessanti in quanto il valore di riscatto con cui sono iscritti a bilancio è generalmente molto basso ed inferiore al valore di mercato del bene. La loro rivalutazione agevolata consente di aumentarne il valore in bilancio con una tassazione molto più agevolata di quella ordinaria che deriverebbe da una loro cessione con conseguente plusvalenza (differenza tra il valore a bilancio e il prezzo a cui il bene viene ceduto).

La rivalutazione con l’agevolazione fiscale consente di ottenere vantaggi aggiuntivi derivanti dalla maggiore quota di ammortamento (e quindi riduzione dell’utile tassabile) derivante dalla rivalutazione.

I benefici

I benefici sono differenti a seconda che si opti:

  • per usufruire dell’agevolazione fiscale (riconoscimento fiscale del maggior valore rivalutato)
  • o per la rivalutazione solo ai fini civilistici e contabili.

Entrambe le opzioni hanno un impatto positivo sul rating bancario anche se in misura differente in base all’importo che risulta dalle due opzioni.

In sintesi in entrambi i casi aumenta il valore dei beni dell’impresa riducendo così il rischio valutato dalla banca. Un rating migliore (e quindi una valutazione di minore rischio) porta a poter ottenere più facilmente e a condizioni migliori la liquidità necessaria per le attività.

Vediamoli nello specifico.

Agevolazioni fiscali

In seguito alla rivalutazione dei beni immateriali e materiali l’imposta dovuta sulla rivalutazione sarà solamente del 3% sulla plusvalenza (maggior valore rispetto al precedente iscritto in bilancio). Tale imposta è sostitutiva di imposte sui redditi e IRAP e può anche essere rateizzata in 3 anni (tra il 2021 e il 2023). Gli ammortamenti sul maggiore valore conseguente alla rivalutazione sono deducibili ai fini delle imposte sul reddito e IRAP già dal 2021 con un beneficio pari al 24% di Ires +3,9% di Irap.

Il periodo di recupero dell’imposta del 3% sulle rivalutazioni può quindi essere molto rapido grazie al risparmio fiscale generato dagli ammortamenti aggiuntivi collegati alla rivalutazione.

In caso di successiva cessione del bene, a partire dal 1 gennaio 2024, il calcolo della plusvalenza verrà effettuato rispetto al maggior valore rivalutato.

La rivalutazione genera inoltre una riserva da plusvalenza che entra a far parte in bilancio del Patrimonio Netto della società per un importo pari alla plusvalenza meno l’imposta sostitutiva del 3%.

E’ inoltre possibile, ma non obbligatorio, affrancare la riserva di rivalutazione, in tutto o in parte, pagando un’imposta sostitutiva dei redditi e dell’ IRAP del 10%.

In linea generale può essere conveniente affrancare la riserva nel caso in cui si preveda di distribuire successivamente la riserva ai soci o di liquidare la società. Lo studio Canella Camaiora affianca sempre il cliente nella valutazione della scelta ottimale per il suo caso specifico.

Rivalutazione solo civilistica

In alternativa alle agevolazioni fiscali di cui al paragrafo precedente si può optare per la rivalutazione solo ai fini civilistici e contabili, senza riconoscimento fiscale.

A differenza del caso precedente gli ammortamenti sulla rivalutazione saranno indeducibili ma si potrà comunque indicare in bilancio il valore effettivo dei beni.

In questa ipotesi, la riserva di patrimonio sarà calcolata in maniera differente e sarà pari all’importo della rivalutazione dedotte le imposte differite.

Anche in questo caso i professionisti dello Studio potranno supportarvi nella valutazione della convenienza della prima o della seconda opzione sulla base dell’impatto stimato.

Vantaggi sul rating bancario

La riserva di rivalutazione entra a far parte del Patrimonio Netto della società aumentandone il valore e riducendo quindi il rapporto tra debiti e patrimonio netto che è uno degli indici di valutazione del rating bancario. L’aumento di valore dei beni legato alla rivalutazione, ed il conseguente incremento del patrimonio netto, miglioreranno quindi il rating bancario. L’impatto positivo sarà maggiore se i debiti sono rimasti costanti. Sarà invece minore, ma comunque migliorativo rispetto al non fare nulla, in caso di aumento dei debiti.

Il miglioramento del rating avrà effetto immediatamente dopo il deposito del bilancio relativo all’esercizio 2020. Tale miglioramento contribuirà a favorire l’ottenimento di nuove risorse e al contenimento del costo del denaro in termini di tassi d’interesse e condizioni di erogazione del credito.

Il 2021 potrebbe essere per le imprese l’anno in cui inizia la ripresa ed è perciò fondamentale avere a disposizione tutte le risorse per la crescita o il rilancio della propria attività.

Come ottenere le agevolazioni

Lo Studio Canella Camaiora in collaborazione con una rete di professionisti selezionati affianca gli imprenditori nel valutare la migliore strategia da adottare per il loro caso specifico e per la valutazione e perizia dei beni oggetto di agevolazione.

La consulenza è divisa in due fasi:

  1. Analisi preliminare dei beni;
  2. Servizio di rivalutazione e predisposizione della relazione e del dossier tecnico.

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1.- Analisi preliminare dei beni

In questa prima fase vengono analizzati i documenti forniti dal Cliente e viene predisposto un report che individua i beni potenzialmente rivalutabili e la relativa convenienza. Contestualmente viene fornita una simulazione degli effetti finanziari anno per anno e dei benefici derivanti dalle minori imposte per la deduzione degli ammortamenti sui beni rivalutati.

In seguito all’approvazione del Cliente si procede con la fase successiva.

2.- Rivalutazione e predisposizione della relazione e del dossier tecnico

Sulla base della relazione realizzata nella prima fase vengono successivamente definiti in modo più analitico indicati i criteri di calcolo in funzione dei beni da rivalutare. Si tiene conto anche degli effetti sul risultato del conto economico degli esercizi successivi. Viene poi realizzata una relazione per ciascuna tipologia di beni oggetto di rivalutazione. Tali relazioni sono a supporto delle indicazioni da riportare nella Nota Integrativa al bilancio e nella Relazione degli Amministratori.

Viene inoltre consegnato un dossier tecnico che include una relazione descrittiva delle caratteristiche dei beni, dei criteri adottati per la loro rivalutazione e dei valori di rivalutazione finali.

Data di pubblicazione: 5 Gennaio 2021

Valentina Panizza

Of Counsel dello studio legale Canella Camaiora, consulente aziendale laureata in Business and Economics for Arts, Culture Media and Entertainment presso l’Università Commerciale “L. Bocconi” di Milano nonché Tutor presso la stessa Università, appassionata di Creatività, Startup e di Innovazione.
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