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Quando si prescrive un credito?

Pubblicato in: Recupero Crediti
by Gianluca Verzì
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Per rispondere alla domanda quando si prescrive un credito dobbiamo tenere a mente che la risposta varia a seconda del credito di cui si tratta.

La regola generale è che la prescrizione ordinaria di un credito è di 10 anni. Questo significa che trascorso tale periodo, nell’inerzia del creditore, il diritto di credito si prescrive. Tuttavia, esistono delle eccezioni.

Ad esempio, i crediti derivanti da fatto illecito (e quindi relativi al risarcimento del danno che da esso deriva) si prescrivono in 5 anni.

I crediti relativi al pagamento di bollette (luce e gas) si prescrivono invece in 2 anni.

La cosa certa è che, purtroppo o per fortuna, la legge prevede sempre un termine preciso entro cui un diritto di credito deve essere fatto valere… altrimenti esso “scade”. Trascorso detto periodo di tempo, che come detto varia a seconda del tipo di credito, esso non potrà più esser fatto valere.

Il tempo necessario alla prescrizione si calcola dal giorno in cui il credito è diventato esigibile (cioè dal giorno in cui poteva essere richiesto al debitore, ad es. allo scadere del termine previsto in fattura).

In particolare, il creditore perde il diritto di esercitare il proprio diritto di credito se – nel tempo indicato dalla Legge – è totalmente inerte cioè se egli non si è attivato  per riscuotere il proprio credito, ad esempio con un sollecito di pagamento. Affronteremo con maggiore attenzione questo aspetto nel paragrafo successivo.

 

Come si interrompe la prescrizione?

Prima di vedere l’elenco delle diverse tipologie di crediti e i loro termini di prescrizione occorre approfondire come debba comportarsi il creditore per impedire la prescrizione del credito.

Infatti, se il creditore non si attiva per riscuotere il suo credito potrebbe desumersi che egli vi abbia perso interesse. Il creditore deve trasmettere al debitore una intimazione di pagamento prima che il termine di prescrizione sia scaduto.

Per intimazione si intende qualsiasi atto a cui la legge riconduce la volontà del creditore di esercitare il proprio diritto di credito. In questi casi la prescrizione viene interrotta. Il contatore viene azzerato. Inizia, cioè, a decorrere dall’inizio un nuovo periodo prescrizionale..

In linea generale gli atti interruttivi della prescrizione sono tutti quegli atti di cui si può fornire la prova al Giudice.

Non bastano quindi dei semplici solleciti telefonici ma occorrerà una vera e propria messa in mora (sollecito), ad esempio trasmessa tramite raccomanda A/R o PEC.

Essa dovrà, preferibilmente, contenere l’esatto importo vantato e il titolo su cui esso si fonda (ad es. contratto etc.).

Oltre a questa ipotesi, la prescrizione verrà interrotta da ogni azione giudiziaria per il recupero del credito (atto di citazione, ricorso per decreto ingiuntivo e così via) oppure quando il debitore abbia dichiarato espressamente di riconoscere il proprio debito.

Discorso diverso si avrà, invece, per la sospensione della prescrizione. Tale istituto infatti non va confuso con l’interruzione. Si avrà la sospensione solo in casi specifici (l’oggettiva difficoltà del creditore di attivarsi o l’impossibilità temporanea di esercitare il diritto di credito). Nel caso della sospensione, quindi, ai fini della prescrizione non verrà calcolato quel determinato intervallo di tempo in cui il creditore era impossibilitato ad agire. Veniamo infine ai termini di prescrizione.

 

I termini di prescrizione

Abbiamo constatato come ad ogni tipo di credito corrisponda un termine prescrizionale. Da ciò deriva l’importanza di classificare il proprio tipo di credito/debito per sapere quanto tempo si ha a disposizione.

Vediamo, quindi, i termini nello specifico.

Crediti che si prescrivono in 5 anni

Rientrano in questa categoria:

  • annualità delle pensioni alimentari;
  • diritti al risarcimento del danno scaturiti da fatti illeciti;
  • sanzioni;
  • canoni per i beni locati;
  • spese di ristrutturazione;
  • capitale nominale dei titoli di Stato.
  • spese condominiali;
  • diritti derivanti dai rapporti sociali (qualora la società sia iscritta la registro imprese);
  • annualità delle rendite vitalizie/perpetue;
  • indennità conseguenti alla cessazione del rapporto lavorativo;
  • debiti con scadenza uguale o inferiore ad un anno;
  • dichiarazioni dei redditi;
  • assicurazioni.

Crediti che si prescrivono in 10 anni

Tutti gli altri. Come detto sopra si tratta di una regola generale/residuale. Rientrano in questa categoria tutti i crediti nati da un contratto o da un’obbligazione unilaterale.

 

I casi di prescrizione presuntiva (le prescrizioni brevi)

Una piccola parentesi meritano i casi di prescrizione presuntiva ovvero le ipotesi fondate sulla presunzione che un determinato credito sia stato pagato o che si sia estinto per altra causa, una volta decorsi i termini (6 mesi, 1, 2 e 3 anni) indicati dalla legge.

Questo tipo di prescrizione si fonda su di una presunzione iuris tantum, che cioè può essere vinta dimostrando il contrario. Il debitore è esonerato dall’onere di provare l’avvenuto adempimento, mentre spetta al creditore allegare che la prestazione non sia stata effettuata.

Crediti che si prescrivono in 3 anni

In questa categoria rientrano:

  • il diritto dei notai per gli atti del loro ministero;
  • le parcelle dei professionisti;
  • il diritto degli insegnanti per le lezioni impartite per oltre un mese;
  • il diritto dei prestatori di lavoro per le retribuzioni corrisposte per periodi superiori al mese;
  • il bollo auto.

Crediti che si prescrivono in 2 anni

A partire dal 1 gennaio 2019 (come previsto dalla Legge di bilancio 2018) è prevista una prescrizione di 2 anni per le bollette di acqua, luce e gas.

Crediti che si prescrivono in 1 anno

La legge prevede la prescrizione di 12 mesi per i diritti al pagamento di:

  • abbonamenti a centri sportivi;
  • tasse per atti giudiziari;
  • rette scolastiche;
  • premi assicurativi RC, furto e incendio (laddove resta a 2 anni per tutti gli altri premi assicurativi).
  • medicinali.

Crediti che si prescrivono in 6 mesi

In quest’ultima categoria rientrano, invece, i diritti di credito di tutte quelle attività che si occupano di offrire vitto e alloggio ai propri clienti come pensioni, hotel, b&b…

Per maggiori informazioni o per ricevere assistenza, vi invitiamo a visitare la nostra pagina dedicata al recupero crediti o a contattarci su questo argomento per avere dei preventivi gratuiti dedicati.

Data di pubblicazione: 28 Gennaio 2020

Gianluca Verzi

Laureato all'Università Cattolica di Milano, praticante avvocato appassionato di diritto industriale in particolare di Diritto dei marchi.
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