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Naspi, ecco come funziona l’assegno di disoccupazione

Pubblicato in: Diritto del Lavoro

by Antonella Marmo

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Ora è più facile chiedere l’indennità di disoccupazione NASpI. La domanda, infatti, è già precompilata dall’Inps (il nuovo servizio, per adesso operativo in via sperimentale, è disponibile sul sito INPS, nell’area MyInps, sezione “I tuoi avvisi”, dove il lavoratore può accedervi con il codice Pin e troverà l’avviso con il link diretto alla domanda precompilata).

E’ importante sapere però che esistono regole ben precise da rispettare per ricevere la NASpI. Ma procediamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezza prima di tutto su cosa sia la NASpI e cosa si intenda per disoccupazione.

Cos’è la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI)?

E’ una indennità mensile di disoccupazione (istituita dall’art. 1 del decreto legislativo 04/03/15, n. 22) che spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente l’occupazione a decorrere dal 1° maggio 2015 (ivi compresi gli apprendisti).

La NASpI è erogata su domanda dell’interessato all’Inps in via telematica, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Attenzione; il termine è di decadenza: se sforato, si perde il diritto all’indennità.

I Requisiti per avere diritto all’indennità sono principalmente tre:

STATO DI DISOCCUPAZIONE INVOLONTARIO

Si considerano disoccupati i lavoratori privi di impiego, che dichiarano al Centro per l’Impiego la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro nella forma delle dimissioni per giusta causa o licenziamento.

E nel caso di risoluzione consensuale?

La risoluzione consensuale non impedisce il riconoscimento della prestazione:

  • se intervenuta nell’ambito della procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro;
  • nell’ipotesi di licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione proposta dal datore di lavoro entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento (sessanta giorni dalla comunicazione in forma scritta del licenziamento);
  • qualora intervenga a seguito del rifiuto del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre 50 km dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi di trasporto pubblici

REQUISITO CONTRIBUTIVO:

E’ necessario aver maturato almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Per contribuzione utile si intende anche quella dovuta ma non versata tra cui si conteggiano anche i contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria e i periodi di congedo parentale purché regolarmente indennizzati.

REQUISITO LAVORATIVO:

Occorre infine che il lavoratore abbia prestato attività lavorativa pari ad almeno trenta giornate di lavoro effettivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione. Tra gli eventi che possono ampliare l’arco dei dodici mesi all’interno dei quali può rientrare comunque il requisito dei 30 giorni, ci sono ad esempio quelli di malattia e infortunio sul lavoro, assenza per congedi e/o permessi per assistere un soggetto con handicap grave, congedo obbligatorio di maternità.

Come si calcola l’importo: misura, decorrenza e durata

Il lavoratore che possegga tutti questi requisiti avrà diritto all’indennità di disoccupazione:

dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno, se presentata dopo dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda (tali termini valgono anche nel caso di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o preavviso).

La durata della Naspi varia in base alla storia contributiva di ogni soggetto: è corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, fino ad un massimo di 24 mesi.

La misura della prestazione è pari:

  • al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, se questa è pari o inferiore ad un importo stabilito dalla legge e (per l’anno 2018 pari ad € 1.208,15)
  • al 75% dell’importo stabilito + il 25% della differenza tra la retribuzione media mensile imponibile ed il limite di euro 1.208,15, se la retribuzione media mensile imponibile è superiore al suddetto importo stabilito.

NASpI anche per chi lavora

L’ indennità di disoccupazione NASpI è compatibile con alcune tipologie di attività lavorativa (ad es. svolgimento di 2 o più lavori part-time con cessazione di uno dei due; un lavoro autonomo preesistente e una nuova attività; un lavoro accessorio o in forma flessibile) e con alcune tipologie di reddito come borse di studio, rimborsi per stage e tirocini professionali, e con i redditi da attività sportiva dilettantistica, da attività professionale e per prestazioni occasionali.

In questo caso è necessario sapere che:

i percettori di NASpI che siano anche titolari di borse di studio e assegni di ricerca, cosi come sindaci, amministratori o revisori di società, sono tenuti a comunicare tali redditi all’INPS , con riduzione dell’assegno e limite massimo di reddito a  8mila euro mentre per i redditi derivanti da attività professionale  c’è l’obbligo di comunicazione all’Inps e limite di reddito fissato a 4800 euro.

Ma la NASpI non è per sempre. Il D.Lgs. 150/2015 prevede misure sanzionatorie, come la riduzione o eliminazione della NASpI a carico del disoccupato che non osserva gli obblighi previsti dalla legge. E’ possibile decadere dal beneficio quando:

  • viene meno il requisito della disoccupazione;
  • il disoccupato non si presenta agli appuntamenti con il tutor per confermare lo stato di disoccupazione e la stipula del patto di servizio;
  • rifiuta un’offerta di lavoro che sia in linea con la sua professionalità.

Regole precise e limitazioni ben definite, ma che rappresenta evidentemente uno strumento importante per chi resta improvvisamente senza lavoro, e un sostegno fondamentale per sostenere la ricerca di un nuovo impiego o l’inizio di una nuova attività in proprio.

Data di pubblicazione: 28 Giugno 2018

Antonella Marmo

Avvocato dello studio legale Canella Camaiora, iscritta all’Ordine di Milano, si occupa di Diritto Commerciale e del Lavoro.

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