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Nella separazione dei genitori, esistono 10 diritti che spettano ai figli

Pubblicato in: Famiglia

by Mariasole Trotta

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Il mese di ottobre del 2018 rappresenta un momento storico anche per il diritto di famiglia. Si è aperto, infatti, con l’adozione della “Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori“.

Non si tratta di una legge, ma di un decalogo di diritti che dovrebbero essere garantiti a tutti i bambini/ragazzi. Il documento adottato dal Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Filomena Albano, potrebbe avere un impatto interessante sugli orientamenti delle Corti. Vi è da dire però che la Carta, in larga parte, non fa altro che riepilogare una serie di diritti e di principi già propugnati dai Giudici italiani che si occupano di separazioni e divorzi.

Nelle separazioni litigiose, ma anche in quelle consensuali, bisogna proteggere il benessere dei minori. I genitori dovrebbero renderli partecipi ma non “strumentalizzarli” in modo egoistico (ci siamo occupati del tema anche nell’articolo “Cari genitori separati, esiste un’ App che vi aiuta a dialogare (per il bene dei vostri figli)”). Lo scopo della Carta, in questo caso, è  semplicemente quello di promuovere la centralità dei figli in ogni momento della vita di una famiglia.

La separazione è un momento doloroso, non c’è dubbio. Per questo occorre rammentare che i bambini, pur non essendo i protagonisti di questo momento, ne sono spesso i più fragili ed inermi spettatori.

Chi deve rispettare la Carta?

Ci è parso molto interessante che la Carta sia stata realizzata con la collaborazione di 18 ragazzi al di sotto dei 18 anni. Questi ragazzi, infatti, fanno parte della Consulta dei ragazzi dell’Aiga (Autorità Garante dell’infanzia e dell’adolescenza). Inoltre, hanno collaborato alla redazione della Carta anche 16 esperti del mondo del diritto di famiglia e di quello pedagogico e psicologico.

La Carta aspira ad essere un riferimento sicuro per tutti gli operatori del settore: associazioni, consultori, tribunali… e non da ultimo noi avvocati.

È chiaro che anche per noi professionisti può risultare molto utile un decalogo che rappresenti sinteticamente i diritti e soprattutto i legittimi interessi dei bambini.

Inoltre, gli avvocati hanno il dovere di conoscere la Carta e di comunicarne l’importanza ai propri clienti-genitori. Del resto i minori difficilmente sono Clienti effettivi ma compete comunque all’avvocato (in una prima fase) tutelarne comunque gli effettivi interessi.

Quali sono i Diritti dei figli?

Per gli operatori del diritto di famiglia e leggendo il decalogo dei diritti dei figli appare chiaro l’impatto che esso dovrebbe avere.

I Figli hanno (o si spera che gli venga garantito):

  1. Il diritto di continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori e di mantenere i loro affetti;
  2. di continuare ad essere figli e di vivere la loro età;
  3. di essere informati e aiutati a comprendere la separazione dei genitori;
  4. Il diritto di essere ascoltati e di esprimere i loro sentimenti;
  5. di non subire pressioni da parte dei genitori e dei parenti;
  6. Il diritto che le scelte che li riguardano siano condivise da entrambi i genitori;
  7. di non essere coinvolti nei conflitti tra genitori;
  8. Il diritto al rispetto dei loro tempi;
  9. di essere preservati dalle questioni economiche;
  10. di ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano.

Si tratta di principi e diritti tanto intuitivi, quanto pacificamente violati nella prassi di tutti i giorni. Leggendo il decalogo viene voglia di affiggerlo nella sala d’attesa di ogni medico di base, di ogni luogo di ritrovo, pubblico e privato. Sperando che faccia presa. Se si è genitori separati, poi, viene immediatamente voglia di giustificarsi. Perché è pacifico che in qualche momento di debolezza questi diritti che oggi sono stati scolpiti nella pietra dal garante, in qualche occasione, non siano stati rispettati. L’importante però è ricordare in ogni momento che esistono per il benessere di chi, troppo spesso non ha voce.

Pur non avendo stretto valore vincolante, la Carta riuscirà probabilmente a smuovere in senso positivo la coscienza degli operatori. Nella peggiore delle ipotesi, perlomeno, potrà essere citata come un riferimento sicuro ed autorevole nei momenti di conflitto, anche giudiziale.

Data di pubblicazione: 24 Ottobre 2018

Mariasole Trotta

Laureata magna cum laude all'Università degli Studi di Roma Tre, praticante avvocato appassionata di Diritto di famiglia.

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