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Quanto costa registrare un marchio?

Pubblicato in: Proprietà Intellettuale

by Mariasole Trotta

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Tutti sanno che contrassegnare i prodotti e/o servizi con un marchio nuovo e originale è un passo fondamentale per stimolare la crescita della propria attività. Prima di illustrare quanto costa registrare un marchio, vediamo alcune regole di base.

Cosa può costituire oggetto di un valido marchio?

L’art. 7 del Codice di Proprietà Industriale afferma che: “Possono costituire oggetto di registrazione come marchio d’impresa tutti i segni suscettibili di essere rappresentati graficamente, in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, le combinazioni o le tonalità cromatiche, purché siano atti a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli di altre imprese.

Dopotutto, scegliere un marchio vincente non è così semplice come si potrebbe pensare (Si v. l’articolo “Le 3 regole per scegliere un buon marchio” di Arlo Canella).

Che si tratti di un marchio denominativo/verbale (…una parola) oppure di un marchio grafico/figurativo (…un disegno oppure di un’icona) è fondamentale prendere in considerazione il “trend” in voga nel settore, senza rinunciare a concepire qualcosa di nuovo e ben distinguibile agli occhi del pubblico.

I requisiti di validità del marchio richiesti dalla Legge infatti sono:

  • Originalità (carattere distintivo) – il marchio non deve essere meramente descrittivo del prodotto e/o del servizio da contrassegnare;
  • Novità – il marchio non deve essere uguale o confondibile con un segno anteriore.

Inoltre, non deve contenere segni contrari alla Legge, al buon costume, all’ordine pubblico (requisito della c.d. liceità).

Infine, non deve contenere elementi che possano ingannare il pubblico sulla provenienza geografica del prodotto, sulla natura e sulle sue vere qualità… (c.d. principio di verità).

Per quali classi merceologiche?

Un segno registrato garantisce la protezione soltanto nelle classi merceologiche espressamente rivendicate in sede di deposito. Infatti, occorre specificare se si intenda registrare un segno per contraddistinguere ad es. prodotti di abbigliamento, alimentari, servizi bancari…

Anche per questo motivo è consigliabile rivolgersi a consulenti esperti in diritto industriale.

Quanto costa depositare un marchio?

Il costo per il deposito di un marchio varia a seconda del territorio in cui si desidera ottenere la protezione.

Ad esempio per il deposito di un marchio in Italia, presso l’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) le tasse richieste sono pari a soli 101,00 Euro per la registrazione comprensiva di una sola classe merceologica, ai quali devono aggiungersi 34,00 Euro per ogni classe aggiuntiva (gli inevitabili “bolli” di accompagnamento si aggirano intorno ai 50,00 Euro).

In ipotesi di marchio europeo, il deposito presso l’EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale) prevede un esborso a titolo di tassazione pari ad 850,00 Euro (già comprensivo della prima classe merceologica). Saranno dovuti 50,00 Euro per la seconda classe di prodotti e servizi e poi 150,00 Euro per ogni altra classe a partire dalla terza.

La tutela offerta dalla domanda di registrazione ha una durata di 10 anni a partire dalla data del deposito, rinnovabile all’infinito di 10 anni in 10 anni.

Inoltre, tanto il titolare di un marchio italiano, quanto il titolare di un marchio comunitario avrà un periodo di 6 mesi (a decorrere dalla data di deposito) nel quale potrà valutare di estendere il marchio anche all’estero (ad Es. in Cina o negli USA), facendo retroagire – grazie a una finzione giuridica- la data del deposito estero a quella del primo deposito italiano o europeo.

È possibile depositare un marchio in completa autonomia?

Ebbene sì, per depositare un marchio in Italia e/o in Europa non è obbligatorio avvalersi dell’assistenza di un avvocato. Tuttavia, affidarsi a un professionista esperto consente spesso di evitare qualche mal di pancia.

Le competenze richieste dal tariffario del nostro studio per il deposito, in Italia oppure in Europa, sono piuttosto contenute (390,00 Euro oltre oneri di Legge).

È buona prassi, inoltre, commissionare una ricerca di anteriorità prima di depositare, per evitare conflitti e quindi contestazioni da parte dei titolari dei marchi anteriori.

Occorre ricordare infatti che il titolare può farne uso in via esclusiva e può quindi far valere il suo diritto nei confronti di chiunque abbia deciso di:

  • depositare/utilizzare un segno uguale o simile per i medesimi prodotti e/o servizi;
  • depositare/utilizzare un segno uguale o simile anche per prodotti e/o servizi affini, quando ciò possa determinare un rischio di confusione tra il pubblico dei consumatori o anche un rischio di associazione tra i marchi.

Ma cosa rischia chi non deposita? Chi non deposita avrà una tutela limitata al c.d. preuso effettivo del segno (si v. l’articolo “Esiste una protezione legale per chi non deposita?” di Arlo Canella).  Sarà quindi onere del titolare provare di aver utilizzato il marchio in quel determinato periodo temporale, per quei determinati prodotti e/o servizi e in quel determinato luogo (che potrebbe essere anche piuttosto circoscritto…).

Per maggiori informazioni vi invitiamo a contattarci telefonicamente, a richiedere un preventivo dedicato al vostro caso, oppure semplicemente a visitare la pagina del nostro sito dedicata al servizio di registrazione dei marchi.

Data di pubblicazione: 17 Settembre 2018

Mariasole Trotta

Laureata magna cum laude all'Università degli Studi di Roma Tre, praticante avvocato appassionata di Diritto di famiglia.

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