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I Contratti tra Maison, Agenzie e Designer: quali clausole non possono mancare?

Pubblicato in: Proprietà Intellettuale
di Arlo Canella
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In un mercato in costante evoluzione come quello della moda, la redazione di contratti solidi e dettagliati è fondamentale. Questo articolo esplora le clausole essenziali che non possono mancare nei contratti tra maison, agenzie e designer.

La tutela del design e dei marchi

Nel settore della moda, la protezione del design e dei marchi è molto importante. Il design unico di un prodotto è spesso ciò che lo distingue sul mercato, rendendo il diritto d’autore, la tutela del design e la protezione dei marchi strumenti legali fondamentali. Queste misure impediscono la copia e l’uso non autorizzato di asset di valore, salvaguardando così l’azienda e il valore del brand.

Le clausole contrattuali dovrebbero specificare chiaramente la proprietà dei design e dei marchi. È essenziale definire chi detiene i diritti sui design creati, soprattutto quando si lavora con designer esterni o collaboratori. Queste clausole possono includere termini che stabiliscono se i diritti sono trasferiti o condivisi tra le parti, influenzandone così la gestione, precisare chi deve occuparsi della registrazione dei modelli oltre che disciplinare l’uso futuro di tali design.

Ad esempio, perfino la Maison Louis Vuitton è stata condannata a risarcire oltre 800.000 euro a una designer, Jocelyne Imbert, per aver utilizzato una sua fibbia, “LV tournant”, senza autorizzazione. Il caso, iniziato nel 1987, ha visto Louis Vuitton acquistare i diritti sulla fibbia nel 1992, con l’accordo che ogni nuova gamma di borse che utilizzasse la fibbia avrebbe comportato un pagamento forfettario alla designer. Nel 2014, Imbert ha scoperto un uso non autorizzato della fibbia su diverse linee di prodotti, portando al ricorso legale e alla successiva condanna di Louis Vuitton (Ref. Fashion Network, “Louis Vuitton condannato per l’utilizzo di una creazione senza autorizzazione”).

Infine, la registrazione dei marchi gioca un ruolo fondamentale. Registrare un marchio fornisce un diritto legale esclusivo sul suo utilizzo, proteggendo il brand da possibili violazioni. Le clausole contrattuali devono quindi contemplare le procedure di registrazione, gestione e difesa dei marchi, assicurando una tutela legale efficace e duratura.

Clausole di confidenzialità e non concorrenza

Le clausole di confidenzialità nei contratti moda sono fondamentali per proteggere informazioni delicate quali strategie di marketing, dettagli di design, e dati sui clienti. Tali clausole impediscono la divulgazione di informazioni riservate, sia durante la durata del contratto che dopo la sua conclusione, assicurando così la salvaguardia degli interessi commerciali.

Le clausole di non concorrenza sono altrettanto vitali. Esse limitano la capacità dei designer di lavorare con concorrenti diretti o di avviare iniziative competitive per un periodo definito post-contratto. Queste disposizioni prevengono la fuga di know-how e talenti verso rivali, mantenendo la competitività e l’unicità del brand.

È essenziale che tali clausole siano redatte con precisione, delineando chiaramente ambito, durata e limitazioni specifiche. Questo non solo assicura la loro effettiva applicabilità legale, ma anche che siano equilibrate e rispettino i diritti delle parti coinvolte, in linea con i principi del Fashion Law.

La gestione dei diritti e delle royalties

Nel settore della moda, la gestione dei diritti di proprietà intellettuale e delle royalties è di vitale importanza. Le clausole contrattuali devono chiaramente stabilire chi possiede i diritti sui design e come vengono gestite le royalties derivanti dalla loro commercializzazione. È cruciale definire le percentuali delle royalties, le modalità di calcolo e i tempi di pagamento, garantendo equità e trasparenza tra le parti.

Nella moda, con il licensing, viene concesso il diritto di utilizzare brevetti, marchi o design in cambio di un corrispettivo economico (la c.d. royalty). I contratti di licenza facilitano l’ingresso in nuovi mercati senza costi aggiuntivi e di prassi includono due soggetti: il licenziante (che concede la licenza) e il licenziatario (a cui viene affidato il brand, il marchio o il design per produrre, distribuire o promuovere i prodotti). 

Esistono sostanzialmente tre tipi di licensing: 

  • Licensing-in (acquisizione di diritti IP dall’esterno), 
  • Cross-Licensing (scambio di diritti) e 
  • Licensing-Out (concessione di licenze per ottenere un vantaggio o un ritorno economico). 

Il contratto di licensing definisce ovviamente una durata, le royalties e modalità di risoluzione del rapporto. Nel settore moda, il licensing ha permesso a molte aziende di espandersi in nuovi mercati, ampliando il proprio raggio d’azione. Basti pensare ai brand di moda che licenziano il proprio marchio o il design per entrare nel settore dell’occhialeria o dei profumi.

Un elemento fondamentale del contratto è, ad esempio, l’inserimento di meccanismi di verifica e controllo per assicurare che le royalties siano correttamente calcolate e distribuite. Questo può includere l’accesso a report di vendita dettagliati, audit periodici e l’uso di terze parti indipendenti per la verifica delle transazioni. Questi strumenti di controllo aiutano a prevenire dispute e garantire che tutte le parti ricevano una remunerazione giusta e proporzionata al loro contributo.

Inoltre, è importante delineare i diritti esclusivi o non esclusivi e le relative restrizioni. Ad esempio, un designer potrebbe concedere a una maison l’uso esclusivo dei suoi design per una certa categoria di prodotti o per una specifica area geografica. La chiarezza e la precisione nella redazione di queste clausole sono fondamentali per evitare incomprensioni e per assicurare che ogni parte coinvolta comprenda pienamente i propri diritti e obblighi.

Controversie e risoluzione dei contratti

Le clausole di risoluzione dei contratti sono cruciali nel settore della moda, dove le controversie possono emergere relativamente a vari aspetti, come violazioni di diritti di proprietà intellettuale, ritardi nei pagamenti o altre violazioni contrattuali. La definizione di meccanismi chiari per la risoluzione del contratto può prevedere lunghi e costosi procedimenti legali, salvaguardando gli interessi di tutte le parti coinvolte.

Le clausole possono includere l’arbitrato o la mediazione come metodi preferenziali per la risoluzione delle dispute. Questi approcci offrono soluzioni più rapide, riservate e meno onerose rispetto al processo civile ordinario. È importante definire in anticipo la giurisdizione, la legge applicabile e le regole procedurali.

Infine, è essenziale che tali clausole siano redatte con precisione e chiarezza, in modo da essere facilmente attuabili. Una formulazione equilibrata e conforme alle leggi vigenti è fondamentale per garantire che le soluzioni alle controversie siano efficaci e salvaguardino la continuità aziendale.

Riproduzione riservata ©
Data di pubblicazione: 14 Dicembre 2023
Avv. Arlo Cannela

Avvocato Arlo Canella

Managing Partner dello studio legale Canella Camaiora, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Milano, appassionato di Branding, Comunicazione e Design.
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