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Creare moda attraverso l’Intelligenza Artificiale: cosa si rischia?

Pubblicato in: Proprietà Intellettuale
di Arlo Canella
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Produrre e commercializzare prodotti realizzati con il contributo dell’AI può nascondere diverse insidie, soprattutto con riferimento alla proprietà intellettuale. In questo articolo scopriremo perché.

L'AI come strumento creativo: opportunità e sfide

L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale (AI) nel settore moda apre nuove frontiere nella creatività e innovazione. L’AI può analizzare tendenze e preferenze dei consumatori, ispirando designer nella creazione di nuovi progetti di moda. Tuttavia, questa rivoluzione tecnologica solleva interrogativi sulla natura autentica della creatività: può un algoritmo sostituire la mano del designer?

L’AI non solo offre analisi di tendenze, ma permette anche la simulazione e la visualizzazione istantanea dei concept. Inoltre, questa tecnologia può generare infinite variazioni stilistiche, offrendo ai designer strumenti avanzati per esplorare nuove idee e concetti innovativi.

Nonostante queste opportunità, l’uso dell’AI nel design della moda solleva questioni relative all’originalità e alla tutelabilità dei risultati ottenuti dai designer attraverso questo strumento. In un settore che dovrebbe celebrare l’espressione personale e l’unicità, l’impatto della tecnologia AI potrebbe ridefinire il concetto stesso di creatività applicato al settore.

Chi possiede il design creato dall'AI?

Attualmente, la questione del diritto d’autore sulle immagini create da intelligenza artificiale (AI) è ancora incerta. La legge attribuisce il diritto d’autore esclusivamente agli esseri umani, escludendo le macchine. Di conseguenza, nonostante l’AI possa generare immagini di alta qualità, non è garantito che il committente abbia il pieno diritto di sfruttamento esclusivo su di esse. Questo concetto è fondamentale per i committenti che utilizzano l’AI, i quali devono essere pienamente consapevoli delle possibili criticità e limitazioni legali.

Per prevenire problemi legati ai diritti d’autore, è essenziale che le maison e i committenti specifichino nei contratti con i designer che l’uso dell’AI non è permesso o adeguatamente circoscritto. Questo evita il rischio che design generati dall’AI, come pattern o illustrazioni, non siano di esclusiva proprietà della maison e possano essere liberamente utilizzati da terzi. La chiarezza contrattuale su questo aspetto è fondamentale sia per il committente sia per il designer, al fine di comprendere e gestire le implicazioni legali derivanti dall’utilizzo dell’AI nella creazione di moda.

Inoltre, nonostante i progressi, l’AI non ha ancora superato l’uomo in termini di creatività e stile. Un algoritmo AI può essere programmato per emulare uno stile esistente, ma non è capace di creare autonomamente un’opera d’arte completamente nuova e originale senza un input umano. Pertanto, l’AI rimane uno strumento di supporto per gli artisti e i designer, ma non può sostituirne completamente la creatività e l’unicità nel creare opere originali e di valore.

Mi ero già occupato di questo tema, trattando la questione della proprietà intellettuale e della creatività in opere generate con l’ausilio di tecnologia nel mio precedente articoo “Software e creatività: la Suprema Corte sulla tutelabilità della digital art“. La nostra Suprema Corte aveva anticipato il suo punto di vista in merito ed sembra quasi in attesa di essere esplicitamente interrogata al riguardo.

Impatto dell'AI, aspetti legali ed etici

L’Intelligenza Artificiale (AI) sta rivoluzionando il settore della moda, non solo nella creazione ma anche nella produzione e distribuzione. Questo avanzamento tecnologico offre un’efficienza senza precedenti e la possibilità di personalizzare i prodotti addirittura su larga scala, presentando però sfide in termini di integrazione settoriale e gestione delle collezioni. 

Inoltre, l’uso dell’AI nel comparto moda solleva questioni legali ed etiche significative, soprattutto in termini di proprietà intellettuale. Essendomi occupato di temi simili con riferimento alla digital art, non posso che confermare la necessità di un approccio multi potenziale che consideri sia le opportunità sia le sfide poste dall’AI. 

È fondamentale per le maison guidare l’innovazione in modo responsabile, assicurando che l’AI sia utilizzata in maniera etica e nel rispetto dei diritti degli artisti e dei designer, con un occhio di riguardo verso la sostenibilità ambientale e l’impatto sull’occupazione. Ciò perché, si sa, nella moda più che in altri settori, la reputazione è tutto.

Riproduzione riservata ©
Data di pubblicazione: 14 Dicembre 2023
Avv. Arlo Cannela

Avvocato Arlo Canella

Managing Partner dello studio legale Canella Camaiora, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Milano, appassionato di Branding, Comunicazione e Design.
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