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Assegno divorzile e la sua determinazione: ultimo atto.

Pubblicato in Famiglia
da Mariasole Trotta
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Solo poco più di un anno fa, la Corte di Cassazione abbandonava – nella determinazione dell’assegno divorzile – il consolidato parametro del “mantenimento del tenore di vita” goduto in costanza di matrimonio per passare al criterio della “indipendenza o autosufficienza economica”.

Pochi giorni fa, però, le Sezioni Unite con la Sentenza n. 18287/2018 hanno superato i precedenti orientamenti giurisprudenziali in materia di calcolo di assegno divorzile.

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Il Criterio composito per il calcolo dell’assegno divorzile

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno previsto che l’assegno divorzile debba essere calcolato sulla base di un:

criterio composito che, alla luce della valutazione comparativa delle rispettive condizioni economico-patrimoniali, dia particolare rilievo al contributo fornito dall’ex coniuge richiedente alla formazione del patrimonio comune e personale, in relazione alla durata del matrimonio, alle potenzialità reddituali future ed all’età dell’avente diritto”.     

La funzione dell’assegno divorzile

La Sentenza in esame pur attribuendo all’assegno divorzile una funzionale assistenziale e perequativa ne enfatizza soprattutto la c.d. funzione compensativa.

Per i Giudici l’assegno post – matrimoniale deve essere considerato un “riconoscimento” all’ex-coniuge, in ragione dell’importanza del proprio apporto e sacrifici compiuti nel nome della famiglia.

Secondo i Giudici, la posizione economica patrimoniale di un coniuge a seguito di divorzio, dipenda in gran parte dal ruolo che lo stesso ricopriva all’interno della famiglia.  Infatti, per i Giudici tale ruolo non è che il:

“frutto di scelte comuni […] di entrambi i coniugi all’inizio e nella continuazione della relazione matrimoniale”.

Quale sarà l’impatto di tale Sentenza sui giudizi di divorzio?

Il percorso argomentativo seguito dalle Sezioni Unite con questa sentenza consentirà al coniuge debole di far sì che i sacrifici e le scelte dallo stesso compiuti nell’interesse della famiglia, non vengano dimenticati in sede di determinazione dell’assegno divorzile.

Le Sezioni Unite, quindi, prendono le distanze dalle argomentazioni fatte dai Giudici della Cassazione con la sentenza n. 11504/2017. In questo caso i Giudici individuavano nella indipendenza o autosufficienza economica dell’ex coniuge il criterio per il riconoscimento dell’assegno divorzile. Così facendo, però, si continuava a ignorare e a non considerare affatto la storia familiare.

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Riproduzione riservata ©
Data di pubblicazione: 16 Luglio 2018

Mariasole Trotta

Laureata magna cum laude all'Università degli Studi di Roma Tre, Avvocato appassionata di Diritto di famiglia.
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