RECUPERO CREDITI

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L’efficacia di un “ultimatum”

Il servizio di assistenza per il recupero crediti stragiudiziale di Canella Camaiora Studio Legale parte dall’invito formale a pagare quanto dovuto, formulato da un avvocato e rivolto direttamente al debitore.

Di norma viene concesso al debitore un termine ultimo e stringente di sette giorni per l’adempimento spontaneo, con la contestuale minaccia di azione legale ed aggravio di spese legali ed interessi di mora.

FASE 1 – Diffida legale e messa in mora

Il principio essenziale del nostro intervento è la rapidità nel superiore interesse del Cliente. Lo Studio provvede infatti immediatamente a mettere in mora il debitore (con gli effetti che ex lege ne discendono) invitandolo a pagare in un termine stretto.

E’ importante che il debitore abbia – sin da subito – la sensazione che… o paga senza tergiversare oppure dovrà subire un procedimento giudiziale sopportando l’aggravio di interessi moratori e spese legali. Vi preghiamo di diffidare di tutti coloro che vi propongono servizi di recupero crediti senza cominciare con una diffida formale. Se il debitore ha beni pignorabili (beni mobili o immobili, conti correnti, autovetture o anche semplicemente lo stipendio) è opportuno agire in giudizio senza indugio. Prima che il debitore occulti tali beni o comunque prima che su di essi si rivalgano altri creditori.

E’ inutile perdere tempo con telefonate di sollecito o visite al domicilio. Se il debitore si rifiuta di pagare, pur avendone la disponibilità, l’unico strumento lecito per obbligarlo è il ricorso alla Giustizia mediante una procedura di recupero crediti giudiziale.

 

FASE 2 – Il termine di sette giorni

La comunicazione porta la firma di un avvocato e viene spedita a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento (ove possibile la comunicazione viene anticipata via fax e via posta lettronica certificata).

 

FASE 3 – Paga o non paga?

Nel caso in cui il debitore non dovesse fornire alcun riscontro o contestare acriticamente la debenza, sarà nostra cura informare tempestivamente il Cliente affinché possa assumere la decisione di avviare la fase di racupero crediti giudiziale.

Nell’ipotesi di riscontro ed atteggiamento collaborativo del debitore sarà cura dello Studio verificare la fattibilità del recupero in se, eventualmente predisporre un accordo con piano di rientro totale, parziale o in forma rateale, secondo l’assistenza delle migliori garanzie disponibili. Nel diverso caso in cui il debitore soddisfi le aspettative di pagamento nei termini prescritti nella lettera di diffida, saremo lieti di esserVi stati utili.

Il timore di dover subire un’azione giudiziale di recupero di norma è sufficientemente grave per consentire di ottenere la collaborazione del debitore. Anche qualora non si dovesse riuscire ad ottenere l’adempimento spontaneo, talora è lo stesso debitore che prende contatto immediato con lo Studio per concordare un piano di rientro ed evitare il procedimento giudiziale.


 I procedimenti innanzi alle Corti

Una volta concluso il tentativo di recupero stragiudiziale, se il debitore non paga, occorre decidere  se agire innanzi alle Corti. Si tratta dell’unico vero strumento per il recupero coattivo del credito. Infatti, a fronte di un chiaro e netto atteggiamento di resistenza da parte del debitore, a poco possono valere infiniti solleciti telefonici od epistolari.

I documenti necessari

Per rendere il nostro intervento più efficace possibile consigliamo di farci avere:

  • copia delle fatture cui si riferisce il credito;
  • copia dei solleciti già trasmessi (e della corrispondenza eventualmente intercorsa col debitore);
  • copia della documentazione che dia riprova delle ragioni del credito (ordini, documenti di trasporto, etc.).

L’unico strumento di tutela è dato proprio dall’azione in giudizio con il patrocinio di un avvocato. E’ pur vero che le azioni di recupero spesso sono interconnesse con la capienza/solvibilità effettiva del debitore (occorre avere un’idea almeno indicativa dei crediti, delle fonti di reddito, dei beni mobili e/o immobili di proprietà del debitore, al fine di poter valutare la concreta opportunità/efficacia dell’azione). Tuttavia, proprio per tale ragione, occorre agire ed agire subito, prima che ogni garanzia si dissolva nel nulla e quindi ancor prima che il debitore possa iniziare manovre di occultamento dei propri beni.

E’ nostra prassi comunicare in anticipo i costi della procedura giudiziale prescelta per il recupero. Ci muoviamo solo a fronte di preventivi chiari e dettagliati, proprio al fine di evitare che il Cliente abbia sgradite sorprese in parcella.


Il ricorso per decreto ingiuntivo

Sulla base della documentazione fornita avremo cura di predisporre un ricorso per decreto ingiuntivo. Il Giudice nominato leggerà l’atto sottoposto alla sua attenzione e dopo aver esaminato la documentazione prodotta emetterà un ordine di pagamento nei confronti del debitore moroso.

Avremo cura di notificare il provvedimento del Giudice al debitore, il quale avrà 40 giorni di tempo fare opposizione al decreto (o per pagare). Il Giudice di prassi pone le spese legali sostenute dal debitore per ottenere l’emissione del decreto ingiuntivo a carico del debitore.

I costi della procedura di ricorso per decreto ingiuntivo

Come già detto, il Giudice pone i costi della procedura di ricorso in capo al debitore. Lo Studio si limita a richiedere ai propri Clienti quanto di prassi viene liquidato dai Giudici in decreto, secondo le tabelle ufficiali del Tribunale e del Giudice di Pace di Milano. In questo modo le spese sostenute ed anticipate per intraprendere il procedimento di ricorso per decreto ingiutivo potranno essere recuperate dal debitore insieme alla sorte capitale dovuta.

Tribunale di Milano – tabella delle spese per i procedimenti di ingiunzione (Tabella elaborata dall’Ordine degli avvocati di Milano in collaborazione con la Presidenza del Tribunale di Milano).

Giudice di Pace di Milano – tabella delle spese per i procedimenti di ingiunzione (Tabella elaborata dall’Ordine degli avvocati di Milano in collaborazione con l’Ufficio del Coordinatore del Giudice di Pace di Milano).

“Preventivi chiari e dettagliati” è il nostro più saldo principio. La somma richiesta e versataci al momento dell’avvio della procedura di recupero sarà anche l’unica e sola richiesta economica fino all’emissione del decreto ingiuntivo.

Decorsi i 40 giorni senza alcun riscontro da parte del debitore, il decreto diverrà esecutivo e si potrà dare avvio alla fase di recupero forzato del credito mediante precetto e pignoramento dei beni del debitore.


Altre azioni legali

Oltre al ricorso per decreto ingiuntivo è possibile avviare altre azioni giudiziali. Lo Studio opera sempre lo stringente rispetto dei principi di correttezza e massima buona fede, impegnandosi affinché le spese legali anticipate dai creditori nostri Assistiti vengano poste a carico del debitore moroso. Quando il credito è fondato su titoli esecutivi, l’azione può partire direttamente dalla fase esecutiva (precetto e pignoramento). Quando non vi è semplice riprova scritta del credito occorre dare avvio ad un’azione civile ordinaria mediante un atto di citazione. Quando il debitore è un imprenditore commerciale che non riesce più a far fronte ai propri debiti, in presenza dei presupposti di Legge, si può proporre istanza di fallimento.


I vantaggi

L’attività di recupero sia stragiudiziale sia giudiziale è affidata ad un avvocato dello Studio. Solo così è possibile garantirVi qualità, professionalità e tempestività nell’azione.

1.- La professionalità e la competenza di un avvocato

2.- Nessun intermediario e massima velocità nell’azione di recupero

3.- Preventivi chiari (senza sorprese).

La competenza e la professionalità di un avvocato nella gestione del recupero crediti non può essere superata da un impiegato specializzato o da un addetto di call-center. Per questo Vi offriamo tutta l’assistenza di cui avete bisogno a prezzi competitivi.

Affidare il recupero crediti ad uno Studio Legale innalza l’immagine aziendale della Vostra società ed aumenta la Vostra credibilità sul mercato.

Il recupero crediti, per essere efficace, deve essere rapido ed incisivo. Noi lo sappiamo bene e ci comportiamo di conseguenza. Le aziende ci richiedono che l’attività di recupero crediti non diventi una spesa ulteriore. E’ proprio perquesto motivo che noi rendiamo preventivi forfettari anticipati in modo che l’imprenditore possa valutare anzitempo l’opportunità di avviare una pratica di recupero o meno.


Le investigative

Il recupero crediti, per essere efficace, deve essere rapido ed incisivo. Noi lo sappiamo bene e ci comportiamo di conseguenza. Le aziende ci richiedono che l’attività di recupero crediti non diventi una spesa ulteriore. E’ proprio per questo motivo che, trasmessa la prima diffida, può risultare opportuno verificare preliminarmente quale sia il patrimonio (aggredibile) del debitore, sia esso una persona o una società.

Mediante azienda partner di nostra fiducia, siamo in grado di fare offrire ai nostri Clienti la possibilità di avvalersi di servizi di investigazione a prezzi estremamente competitivi.

 

Investigativa sulla persona fisica

€ 62,00 – Pacchetto rintraccio singolo
[domicilio] oppure [datore di lavoro/pensione] oppure [rapporti bancari].

€ 81,00 – Pacchetto rintraccio parziale
[domicilio + rapporti bancari] oppure [domicilio + datore di lavoro/pensione] oppure [datore di lavoro/pensione + rapporti bancari].

€ 104,00 – Pacchetto rintraccio completo
[domicilio + rapporti bancari + datore di lavoro/pensione].

€ 136,00 – Pacchetto rintraccio PLUS
(domicilio + rapporti bancari + datore di lavoro/pensione + Pubblico Registro Automobilistico).

 

Investigativa sulla persona fisica giuridica

€ 73,00 – Analisi parziale
[visura storica + controllo protesti + rapporti bancari].

€ 130,00 – Analisi completa
[visura storica + controllo protesti + rapporti bancari + scheda persona + Pubblico Registro Automobilistico]


Recuperi oneri e spese condominiali

L’Amministratore di condominio ha un termine preciso entro cui dare avvio al recupero crediti giudiziale nei confronti dei condomini morosi.

“Salva espressa dispensa dell’assemblea l’amministratore deve riscuotere forzosamente i contributi anche con ingiunzione ex art. 63 disp.att. c.c., entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio nel quale il credito esigibile è compreso” (cfr. Art. 1129 Codice Civile).

Non basta una semplice diffida di pagamento, L’amministratore deve attivarsi mediante ricorso per decreto ingiuntivo come previsto dall’art. 63 delle Disposizioni di Attuazione al Codice Civile, senza la necessità di ottenere una previa ed espressa approvazione da parte dell’Assemblea di Condominio.

I documenti necessari

I documenti necessari per l’emissione del decreto ingiuntivo e che, quindi, abbiamo bisogno di allegare in sede di ricorso giudiziale sono:

1.- l’avviso di convocazione assembleare nei confronti del condomino moroso;

2.- il verbale dell’assemblea sottoscritto dal presidente e dal segretario;

3.- il bilancio condominiale consuntivo e/o preventivo e/o delle spese straordinarie oltre al riparto delle spese (siglati pagina per pagina).

Qualora l’assemblea dei condomini non desideri dare avvio all’azione di recupero è consigliabile che l’Amministratore si munisca di una dispensa espressa dall’obbligo di riscossione coattiva. Il quorum richiesto per l’approvazione della delibera che esoneri l’Amministratore dal procedere è ancora argomento giurisprudenzialmente controverso, per quanto pare prevalga l’argomento dell’unanimità dei condomini.