Le 3 regole per scegliere un buon marchio

Le 3 regole per scegliere un buon marchio

Le 3 regole per scegliere un buon marchio

Quando si sceglie un nome per un “figlio”, alcuni desiderano che sia un nome unico ed inimitabile. Altri preferiscono che si tratti di un nome altisonante o evocativo. Altri ancora che sia un nome semplice.

Tutti di sicuro vogliono che sia un nome… molto bello.

Ebbene si, scegliere un marchio è – più o meno – come battezzare un figlio, ma esistono delle regole fisse? E’ possibile non commettere errori?


 Regola n. 1

s17comp001Quando andiamo a prendere un figlio all’uscita di scuola, se vogliamo avere la sicurezza che risponda al nostro richiamo dobbiamo essere certi non vi siano altri bambini con lo stesso nome (altrimenti finiremmo per portarci a casa mezza scolaresca, basti pensare ai nomi da evangelista quali Marco, Matteo…).

Di certo non è possibile prevedere al momento del concepimento (o poco dopo) la composizione della futura classe (al fine di evitare disguidi o confusioni tecniche).

Un marchio però è il nome del nostro prodotto (o della nostra impresa) e quindi per l’aspirante imprenditore la questione sarà più semplice. La scolaresca è il mercato rilevante per nostro figlio e sarà più semplice fare qualche indagine preliminare per appurare che non ci siano “bambini” con lo stesso nome.

Quindi occhio al mercato (ed alle cosiddette ricerche di anteriorità) perché francamente sarebbe meglio evitare le ire degli altri genitori che dovessero accorgersi che… vi siete portati a casa il frutto dei loro sforzi generativi (che poi sarebbe la legittima arrabbiatura dei competitor).

Vi assicuro che la maestra (o il Giudice), peraltro, ve ne sarà grata ogni volta che farà l’appello in classe.


 

Regola n. 2

Chiamare vostro figlio “Bimbo” o “Bambino” non è una scelta intelligente. Volete osare… e chiamarlo addirittura “Bellino” o “Bambino Felice”, ancora non ci siamo!

Se avete il desiderio di impedire agli altri impreditori (o “genitori”) di portarsi a casa in macchina vostro figlio scegliete un nome davvero distintivo ed efficace: eviterete molti grattacapi e qualche rischio di troppo…

Sappiate che chiamar “bimbo bello”, il proprio bimbo è un diritto di tutti i genitori esattamente come sulle scatole di biscotti dei concorrenti potrà esserci – legittimamente – scritto “i buoni frollini del mattino”, se di frollini si tratta.

Con il nome da selezionare in funzione distintiva, evitate quindi di limitarvi a descrivere in modo banale le caratteristiche o le qualità del prodotto (utilizzando il suo nome comune in affiancamento a generiche esaltazioni commerciali delle sue qualità come… buono, super, maxi etc.). Tenete sempre a mente che state scegliendo un marchio proprio con la finalità di distinguere i vostri prodotti dagli altri, non per identificarne una intera e generica categoria.

Sarà il prodotto a parlare, a comunicare mediante la sua performance commerciale e le campagne promozionali che creerete per supportarlo. Non il nome di per sé.


 

Regola n. 3

"ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa" 
(Mary Poppins)

MaryPoppins_pulizie

Sintetizzando all’osso: il Nome dovrebbe essere la “parola” prescelta per contraddistinguere; il Logotipo, la vostra “icona grafica” ed il Payoff, la vostra “frase di chiusura”.

Non dimenticate che il vostro marchio sarà impresso sul prodotto e veicolato con quello. Lasciate che vostro “figlio” abbia semplicemente tutte le carte in regola per affermarsi al meglio ed essere ricordato.

Dategli un bel Nome, un bel Viso ed uno Slogan su cui poter ripiegare ogni qual volta dovesse sentire la necessità di sintetizzare… chi è e dove vuole andare.

ADIDAS, Impossible is nothing

APPLE, Think different

SKY, Liberi di…

MASTERCARD, Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto c’è MasterCard

PANASONIC, Ideas for life

LIDL, Non cambiare stile di vita, cambia supermercato

FASTWEB, Immagina, puoi.

CONAD, Persone oltre le cose

Oggi la comunicazione aziendale, governata dai marchi, opera su canali differenti: il Web innanzitutto (ma non solo).

E’ bene che il marchio prescelto possa viaggiare anche solo a parole, per immagini quando è possibile… o anche semplicemente per simboli. Quindi:

a) Registrate un nome forte e fantasioso.

b) Scegliete poi un’icona grafica che possa specchiarsi nel marchio (registrate anche quella).

c) Elaborate una frase di chiusura, un motto (pay-off o tagline) da utilizzare ogni qual volta ne sentiate la necessità, usatela sempre ed univocamente per esprimere… chi siete e cosa volete fare.

Però tutto cambia, soprattutto le mode.

 

 

 

 

 

L’estetica, dovrebbe potersi librare nell’aria e nel tempo per adeguarsi al ai mutamenti di gusto del pubblico ed allo stile contemporaneo, ma il vostro Nome è bene invece che sia prescelto con cura sin dal principio, per durare per sempre.

Tutti gli elementi del marchio (nome, logotipo, pay-off…) dovranno garantirsi reciprocamente un coordinamento armonico in grado di sopravvivere agli ostacoli ed alla variabilità del panorama socio-culturale e di mercato.

Forse da noi ci si aspetta che ci limitiamo a fare gli Avvocati, ma ogni tanto lasciateci parlare e vi aiuteremo a trarre il meglio dalle vostre intuizioni. Del resto, anche noi “tuteliamo progetti straordinari”.

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