La Responsabilità dei Medici si fa più leggera?

La Responsabilità dei Medici si fa più leggera?

La Responsabilità dei Medici si fa più leggera?

Martedì 28 febbraio è stato finalmente approvato il DDL Gelli, che riforma in molti punti del sistema sanitario nazionale.

Cosa cambia per medici e pazienti?

I vantaggi per i pazienti sono molti, a partire dall’obbligo per le strutture sanitarie di fornire copia digitale delle cartelle mediche entro e non oltre 7 giorni dalla richiesta, (fatto salvo il diritto di integrazione della documentazione entro i successivi 30 giorni al massimo).

Inoltre, il paziente che voglia citare in giudizio un medico libero professionista o una struttura sanitaria per danni non dovrà dimostrare la negligenza o l’imperizia del medico: basterà dimostrare che il danno subito è conseguenza diretta del trattamento medico erogato. Starà poi al medico libero professionista o alla struttura sanitaria dimostrare di non aver agito in modo negligente o imperito, fornendo la cosiddetta prova contraria, per non dover rispondere dei danni.

Però, nel caso in cui il paziente infine ottenga il risarcimento del danno subito, un Fondo di Garanzia alimentato dalle imprese assicurative garantirà la copertura totale del risarcimento. Inoltre, la legge Gelli reintroduce la figura del difensore civico, nella veste di Garante del diritto alla salute, a cui il paziente potrà rivolgersi per segnalare eventuali malfunzionamenti del sistema sanitario, ed in particolare in caso di mancata osservanza dei livelli essenziali di assistenza.

Grande novità è anche l’introduzione di una fase preliminare di conciliazione obbligatoria per tutti i pazienti che vogliano chiedere un risarcimento da responsabilità medica: verrà coinvolto un consulente tecnico per valutare la consistenza della domanda sulla base di un accertamento medico.

Se il tentativo di conciliazione dovesse fallire, o se dovessero passare inutilmente sei mesi, il paziente potrà infine portare la propria domanda di risarcimento in Tribunale.

La responsabilità per danni dei medici dipendenti o collaboratori di strutture sanitarie diventa più difficile da provare: oltre a dover dimostrare che il danno subito è stato causato dall’operato del medico, il paziente dovrà dimostrare infatti che il danno subìto derivi da un comportamento colposo o doloso del medico.

Quanto invece alla responsabilità penale del medico  per morte o lesioni personali, essa è esclusa nel caso in cui il medico possa dimostrare di aver agito secondo le raccomandazioni previste dalle linee guida validate da società scientifiche accreditate e dall’Istituto Superiore della Sanità: tale modifica legislativa permetterà ai medici di potersi focalizzare più serenamente sul proprio lavoro, anche nella decisione delle terapie da intraprendere, senza temere imputazioni di sorta, a patto che nella scelta ed applicazione del trattamento siano rispettate le linee guida comunemente accettate dalla comunità scientifica.

A livello sistemico inoltre, la Legge Gelli prevede l’attivazione in ogni Regione di un Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, il cui compito sarà di raccogliere i dati inerenti i rischi sanitari, ed i rischi e gli oneri finanziari del contenzioso sanitario. Tali centri trasmetteranno le informazioni acquisite all’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità.

L’Osservatorio dovrà individuare le cause più frequenti del rischio sanitario ed evitare che possano ripetersi, anche promuovendo percorsi di formazione specifici in tema di gestione del rischio clinico e di sicurezza delle cure.


Paola Pellini, avvocato in Milano, esperta di diritto dei contratti e delle società.