Il Format televisivo: come creare e proteggere i programmi tv.

Il Format televisivo: come creare e proteggere i programmi tv.

Il Format televisivo: come creare e proteggere i programmi tv.

Chi vuole essere milionario”, “X Factor”, “Ballando con le stelle”, “Grande Fratello”: alcuni programmi TV possono raggiungere una diffusione davvero planetaria. Su scala nazionale (e quindi locale) ne cambia solo il presentatore, i protagonisti, i concorrenti, ma le regole del gioco restano sempre evidentemente le stesse.

E’ comprensibile che una rete televisiva prediliga acquistare un Format di comprovato successo (sia pure estero) piuttosto che affidarsi ad un format totalmente inedito, il cui esito commerciale e di pubblico sarà evidentemente dubbio.

Ciononostante, tutti abbiamo sognato di essere gli autori/ideatori di uno di quei Format di successo interstellare che vengono ormai proposti dalle televisioni di tutto il mondo.

Ipotizzando di aver immaginato uno di questi programmi televisivi cosa ci si aspetterebbe che facessimo per ottenerne la protezione?

Insomma, cos’è il Format? Quale tutela prevede il nostro ordinamento per il format televisivo?

Ci hanno insegnato che le idee astratte non sono suscettibili di tutela autorale. Ebbene il Format è tutt’altro che un’idea astratta, il fatto stesso della sua replicabilità, sia pure a canovaccio, è un indice rilevante della sua proteggibilità, individuabile nella normativa sul Copyright (diritto di copia, appunto).

Resta inteso che il Format dovrà essere sufficientemente preciso, sceneggiato e dettagliato.

In Italia non ne abbiamo alcuna definizione normativa per quanto la SIAE (Società Italiana Autori Editori) ne abbia reso una specifica illustrazione descrittiva all’interno del suo bollettino ufficiale n. 66 del 1994, p. 546: “si intende per Format l’opera d’ingegno, avente struttura originale esplicativa di uno spettacolo e compiuta nelle articolazioni delle sue fasi sequenziali e tematiche, idonea ad essere rappresentata in un’azione radiotelevisiva o teatrale, immediatamente o attraverso interventi di adattamento o di elaborazione o di trasposizione, anche in vista della creazione di multipli. Ai fini della tutela, l’opera deve presentare i seguenti elementi qualificanti: titolo, struttura narrativa di base, apparato scenico e personaggi fissi“.

La sua protezione come opera dell’ingegno non può non discendere dal richiamo dell’art. 1 della Legge sul diritto d’autore (L. 633/1941): “Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione”. È pur vero che il Format non è espressamente annoverato tra le opere di cui all’elencazione fornita dall’articolo 2 della medesima legge ma ciò non può escludere che, ove risultino pienamente soddisfatti il carattere creativo e quello della sufficiente formalizzazione espressiva, si debba garantirne la tutela.

La Corte di Cassazione ormai pare dare per scontata la tutelabilità del Format come creazione autorale “non è in discussione infatti la tutela del diritto dell’autore di un Format televisivo (Cass., sez. 1^, 17 febbraio 2010, n. 3817, m. 611953, Cass., sez. 1^, 13 ottobre 2011, n. 21172, m. 620195)”. Resta fermo però che il diritto d’autore copre solo l’estrinsecazione dell’idea, esso tutela cioè la manifestazione oggettiva della stessa tramite un’elaborazione percepibile e tangibile nel mondo reale. Ove si avesse davvero “ideato” un Format, si renderebbe necessario darsi la pena di rendere tangibile detta ideazione seguendo le “linee guida” fornite dalla Siae che sono poi state illustrate in molte occasioni dalle Corti. Un Format deve definire chiaramente: 1) apparato scenico, 2) struttura narrativa, 3) novità del titolo, 4) sequenza di situazioni, 5) personaggi, etc.

Come tutelarsi quindi?

Una volta creato il Format, dopo aver redatto uno scritto che lo descriva adeguatamente e, se possibile, dopo averlo corredato con immagini e con altra documentazione illustrativa, si renderà necessario conservare la prova della creazione dell’opera. E’ infatti essenziale poter essere in grado di provare di essere stati i primi ideatori del programma tv.

In questo senso la SIAE prevede la possibilità di depositare il Format originale (https://www.siae.it/it/autori-ed-editori/i-registri/deposito-format) ma esistono anche altri strumenti, digitali e/o analogici, idonei alla precostituzione della prova della creazione. Qui segnaliamo Proofy (http://www.proofy.co/) il servizio di datazione digitale proposto dalla Startup innovativa Aegidea che si è guadagnata il Sigillo di eccellenza della Commissione Europea.

Resta inteso che, a seguito della pubblicazione del Format ovvero del suo primo utilizzo, il secondo utilizzatore abusivo potrà essere tacciato di concorrenza sleale, imitazione servile di prodotto altrui (ebbene sì, il format è pur sempre un “prodotto”) oppure di parassitismo commerciale.

Per la verità i Giudici nostrani si valgono spesso della disciplina di cui all’art. 2598 Codice Civile sulla concorrenza sleale per garantire tutela effettiva in ipotesi di indebita interferenza commerciale tra Format (ed imprenditori).

Per gli avveduti “autori televisivi del futuro”, invece, non resta che dedicarsi alla compiuta rendicontazione della propria attività creativa ed alla più efficace datazione della stessa, e ciò ovviamente prima di ogni rivelazione a terzi del frutto dei propri sforzi creativi.


Dott. Andrea Rinaldi, Canella Camaiora Studio Legale