I falsi d’autore nella Fine Art.

I falsi d’autore nella Fine Art.

I falsi d’autore nella Fine Art.

Esistono i veri veri, i veri falsi, i falsi veri e i falsi falsi… perché i falsari non sono tutti uguali.

Ci sono falsari che riprendono lo stile di un artista conosciuto e quotato, immettendo sul mercato opere che sembrano appartenere a quell’artista, violando la buona fede di chi compra e magari anche di chi si è trovato a vendere l’opera: penso di aver venduto/acquistato un De Chirico autentico – per intenderci -, e invece è un falso. Un ente accreditato per dichiarare l’autenticità delle opere di questo Maestro, ad esempio, è la Fondazione Giorgio e Isa De Chirico ( http://www.fondazionedechirico.org/ ).

L’art. 178 del Codice Beni Culturali  disciplina in ambito penale il reato di “contraffazione di opere d’arte” (D.lgs. N° 42 del 22 gennaio 2004) ogni qual volta venga realizzata e commercializzata un’opera di interesse culturale, artistico, storico e archeologico in maniera alterata, prevedendo l’applicazione di una pena che va dai tre mesi ai quattro anni e una multa sino a 3.099 euro a carico dell’autore dell’opera contraffatta che intende commercializzarla, del venditore o di chi la detiene ai fini del commercio.

I falsari viceversa che dichiarano essi stessi la non autenticità delle loro opere al momento della commercializzazione, non saranno contraffattori e dovranno allegare a queste ultime un certificato ad hoc. Si tratta del c.d. certificato del falso d’autore, che è un obbligo di legge (ex art. 179 Codice Beni Culturali). I falsari, insomma, per essere implicitamente autorizzati a produrre e commercializzare il falso dovranno sempre allegare il certificato in sede di vendita ed inoltre creare opere di diversa dimensione rispetto agli originali (almeno 5 cm di differenza).

Ma c’è di più. In ambito civile infatti per poter realizzare i falsi occorrerà attendere ben 70 anni che si contano dalla morte dell’artista noto. Infatti, come previsto dalla Legge 633 del 1941 sulla “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”, i diritti di utilizzazione economica dell’opera sono di titolarità esclusiva dell’autore, degli eredi o dei soggetti cui l’artista ha ceduto gli stessi per tutto il periodo in cui l’artista è in vita, e sino al termine del settantesimo anno dopo la sua morte. In assenza di eredi le royalties sono di competenza del Ministero dei Beni Culturali.

Venendo ai “veri falsi“, ci sono poi copisti che di fatto rappresentano con sapienza una vera e propria corrente artistica. Sono quelli che ripropongono opere seguendo uno stile preciso, con grande dovizia, e ispirandosi ad opere del passato, creano veri e propri dipinti preziosi e tecnicamente evoluti.

In questo caso viene ripresa la scuola dell’artista di riferimento, imitata nello stile delle forme e dei colori, senza trascurarne l’ideologia e le tematiche originali. In questo caso è l’artista che propone soggetti tradizionali e non innovativi, ispirandosi a correnti del passato già riconosciute e consolidate nella storia dell’arte.

Mariolino Feraboli, meglio conosciuto come Mariolino da Caravaggio detto Il falsario (1923-1992) ne è un esempio; il celebre pittore della metà del ‘900 riproponeva in epoca più moderna iconografie del passato rivendicandone il pregio e le tematiche. Oggi i suoi lavori sono ottimamente valutati dal mercato dell’arte. Numerosi sono i siti che si occupano infatti delle sue opere; noi abbiamo scelto di segnalarvi la pagina http://www.arcadja.com/auctions/it/da_caravaggio_mariolino/prezzi-opere/283295/ per avere un’idea della mano dell’artista e dei suoi prezzi.

Questi falsari quindi, non lavorano solamente limitandosi a riproporre soggetti già conosciuti dal pubblico, ma difendono l’idea che l’arte può trovare una forma non solo nelle espressioni contemporanee, ma anche nella continuità e nella ricerca dei modelli antichi, dei costumi e delle tematiche più compassate; risultando così dei talenti che generano un movimento culturale e di espressione compositiva che raccoglie una corrente artistica ispirata al passato; in particolare i periodi del rinascimento, del neoclassicismo e del barocco.

Fatta salva la bontà delle opere quindi, i falsi d’autore possono rendere i luoghi in cui viviamo, i nostri uffici, delle vere e proprie piccole gallerie d’arte, in grado di raccontare la nostra individuale personalità e le nostre passioni artistiche.

Nicoletta M. Barbaglia, avvocato in Milano, professionista esperto di Diritto Civile e Diritto dell’Arte.


L’immagine in evidenza per questo articolo e l’opera in stile di seguito rappresentata sono una gentile concessione del pittore Enrico Berland  (more at https://www.youtube.com/watch?v=bsvcydzaQ_o)

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