I 7 requisiti delle Startup Innovative (in Italia).

I 7 requisiti delle Startup Innovative (in Italia).

I 7 requisiti delle Startup Innovative (in Italia).

Abbiamo spesso nominato le Startup Innovative parlando di vantaggi competitivi, di agevolazioni e di rilancio tecnologico del sistema Paese.

Ma quali sono i 7 requisiti necessari affinché un’impresa possa chiedere alla Camera di Commercio di essere riconosciuta quale Startup Innovativa?

  1. L’impresa deve essere costituita sotto forma di società di capitali, e deve avere sede principale della propria attività in Italia: questo significa che possono ambire alla qualifica di Startup Innovativa le s.r.l., le s.p.a., le s.a.p.a. e le società cooperative che abbiano sede sul territorio nazionale.
  2. L’impresa deve svolgere attività d’impresa da non più di 60 mesi: secondo la definizione normativa italiana le startup posso essere considerate tali a condizione che si trovino nella fase di avvio dell’attività d’impresa (il legislatore ha ritenuto che 5 anni siano un termine idoneo all’avvio).
  3. Il valore della produzione annuale dell’impresa, come risultante dall’ultimo bilancio, deve essere inferiore ai 5 milioni di Euro: questo perché il legislatore vuole agevolare quelle società che non siano ancora riuscite ad imporsi commercialmente; se una società è già in grado – in corso d’anno – di produrre un valore di produzione di 5 milioni di euro pare ovvio quantomeno che si trovi in una fase successiva al lancio.
  4. L’impresa non deve distribuire utili né li ha distribuiti in passato: le Startup Innovative devono crescere, per ottenere risultati più incisivi pare corretto che l’utile venga reinvestito dai soci nell’attività d’impresa.
  5. L’attività prevalente dell’impresa deve riguardare lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi ad alto valore innovativo: l’esperienza ci insegna che, poiché non esiste una definizione univoca del carattere di innovatività, tale valutazione ricade sui funzionari delle Camere di Commercio, che in modo empirico (e talvolta salomonico) decidono se i prodotto o servizio offerto possa considerarsi o meno innovativo.
  6. L’impresa non può derivare la propria esistenza da precedenti attività produttive, e cioé deve trattarsi di una “nuova” società, non può trattarsi di una società costituita per esito di fusione, scissione, o cessione di ramo d’azienda: questo per evitare che imprese operanti da tempo sul mercato facciano confluire le attività più redditizie in nuove società, al solo scopo di beneficiare delle copiose agevolazioni previste per le Startup Innovative.
  7. L’impresa deve dimostrare di essere attivamente un volano per lo sviluppo intellettuale ed industriale nostrano, e quindi  alternativamente:
    • provare di investire almeno il 15% del valore della produzione annua in attività di ricerca e sviluppo;
    • impiegare, in percentuale pari almeno a 1/3 della forza lavoro, personale che abbia conseguito il dottorato di ricerca, oppure, in percentuale pari almeno ai 2/3 della forza lavoro, personale che abbia conseguito il titolo di laurea magistrale;
    • essere titolare di diritti industriali registrati (brevetti), oppure di diritti di sfruttamento economico riferibili a software.

Quando tutti e sette i requisiti qui elencati coesistono nella stessa impresa, la società è ammessa alla sezione speciale del registro delle imprese, e grazie a tale iscrizione beneficerà, tra le altre, dell’accesso all’equity crowdfunding ed al work4equity, e ad agevolazioni fiscali e semplificazioni societarie (ad esempio in materia di riduzione del capitale sociale) del tutto straordinarie rispetto a quanto previsto per le società “normali”.

Paola Pellini, avvocato in Milano, esperta di diritto dei contratti e delle società.


 

Segnaliamo il link per raggiungere l’infografica interattiva messa a disposizione da http://startup.registroimprese.it/

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