Cosa succede ad un’Asta per la vendita di un’Opera d’Arte?

Cosa succede ad un’Asta per la vendita di un’Opera d’Arte?

Cosa succede ad un’Asta per la vendita di un’Opera d’Arte?

La conosciuta ninfea di Monet risalente al 1908, stimata dai 30 ai 50 milioni; è stata battuta all’asta per 33,9 milioni. Il suo prezzo.

????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Ma come funziona una vendita all’asta?

Una vendita all’asta viene officiata normalmente da un banditore in conformità alle regole giuridiche che la strutturano. Elementi essenziali della vendita pubblica sono quindi le case d’asta specializzate che possono essere contattate da chiunque intenda vendere un bene; siano essi privati, collezionisti, artisti o mercanti in genere.

Viene indicato un prezzo di base per ciascun bene e contestualmente – in via confidenziale – la casa d’aste e il venditore decidono il “prezzo di riserva”; ossia il prezzo che, se non sarà raggiunto dalle offerte, dichiarerà il bene invenduto. Viceversa l’opera verrà aggiudicata.

Le aste sono aperte al pubblico e gratuite… per questo chiunque potrebbe potenzialmente esserne cliente, oppure potrebbe seguirne lo sviluppo e l’esito finale come spettatore senza che sia necessaria la sua registrazione, ossia senza l’assegnazione di un numero che servirà al banditore per conoscere i partecipanti.

auction-house

La regola d’oro per riuscire a concludere un buon affare…

può essere soltanto quella di seguire i banditori, le opere di maggior successo sul loro prezzo al rialzo (raggiunto in asta). Solo conoscendo davvero il mercato, la sua direzione e gli artisti più quotati si potrà positivamente giungere ad un maggior guadagno in caso di rivendita.

Indipendentemente dal ruolo di venditore o di acquirente, il percorso comincia sempre con la scelta della casa d’aste.

Il nome del venditore verrà trascritto negli appositi registri di Pubblica Sicurezza (tenuti presso le case d’aste); le opere verranno divise e si formeranno i lotti che saranno numerati e che andranno in asta. Questi lotti verranno infine a formare i cataloghi – oggi per lo più on-line – che verranno distribuiti ai potenziali acquirenti diversi giorni prima dell’asta e che servono non solo a pubblicizzare la vendita, ma permettono una prima presa visione di artisti e opere, descrivendo i beni, conferendo una prima stima contenuta in una forbice di minimo e massimo sul valore del lotto ed incentivando di fatto la partecipazione del pubblico alla vendita.

Pubblicato il catalogo, la casa d’aste organizza una mostra in cui vengono esposte le opere che saranno poi battute, dando così la possibilità di valutare preventivamente i beni, permettendo che queste vengano esaminate direttamente e garantendo il potenziale acquirente che può richiedere chiarimenti, ed informazioni ai professionisti di settore.

Esaurita la fase della premostra, arriverà il momento della vera e propria asta cui l’acquirente interessato potrà partecipare direttamente in sede di vendita, per procura, ossia tramite terzo, per corrispondenza o per telefono. Potrebbe anche preventivamente lasciare una offerta scritta al banditore – previa sua registrazione –; questa offerta resterà anonima sino a quando il banditore stesso non la rivelerà davanti al pubblico. Sono tenuti a registrarsi mezz’ora prima dell’inizio della vendita anche tutti coloro che intendono partecipare direttamente all’asta.

Salito il banditore sul podio, questo esporrà l’oggetto dell’asta insieme alle condizioni della vendita, le commissioni e le tasse, ed inizierà a battere i vari lotti, descrivendo i singoli articoli ed indicando un prezzo di base che in genere aumenta del 10-20% sino ad arrivare all’offerta più alta per cui il lotto verrà formalmente venduto.

Attenzione però, aggiudicata l’opera l’acquirente si assume la responsabilità del bene senza poter contestare l’opera, la sua provenienza, il suo valore o la sua integrità e nei giorni successivi provvederà al pagamento del prezzo e a trasferire il bene dove più di suo gradimento.

Da ultimo, competenze dell’acquirente sono pure le commissioni in favore della casa d’aste che variano a discrezione di queste ultime, e le tasse; le vendite delle opere d’arte in Italia infatti sono assoggettate al regime del margine in base al quale la percentuale dell’Iva si applica sulle sole commissioni, mentre non si calcola né sui servizi resi, né sul prezzo di aggiudicazione.

Avv. Nicoletta M. Barbaglia