Come deve muoversi un Giovane Artista per “Promuovere” le sua Opera?

Come deve muoversi un Giovane Artista per “Promuovere” le sua Opera?

Come deve muoversi un Giovane Artista per “Promuovere” le sua Opera?

L’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentarle con novità”; la frase è stata scritta da un poeta romantico dell’800 e rappresenta perfettamente il panorama dell’arte attuale.

I creativi, i giovani pittori, i fotografi innovativi, i nuovi disegnatori e tutti gli inventori e i “manipolatori” delle arti più tradizionali, si ispirano ai classici rivisitandoli, reinterpretandoli e modellandoli secondo il piacimento delle loro tematiche, ma come deve muoversi  oggi un giovane artista per essere conosciuto e promuovere la sua opera?

I riferimenti di base restano quelli di sempre: contatti con critici d’arte,  gallerie, curatori, case d’asta e compratori; questi ultimi divisi tra veri e propri collezionisti e appassionati amatori. Tutte figure necessarie.

  • I critici d’arte interpretano l’opera e la raccontano al pubblico; spesso infatti le rappresentazioni più semplici come i paesaggi o i ritratti vengono viste dagli artisti in maniera del tutto personale e non risultano di facile comprensione ai più. Ma anche opere apparentemente “facili”, si pensi alla pittura seicentesca del Caravaggio o alle sculture michelangiolesche, racchiudono in sé dei simboli, delle tecniche, degli aneddoti che un bravo critico è in grado di riconoscere e che aggiungono sempre un elemento in più all’opera. Nei casi in cui si tratti poi di lavori  e di artisti che divengono i fondatori di nuove correnti, pensiamo allo “spazialismo” di Lucio Fontana e i suoi conosciuti “tagli”, allora un critico d’arte diventa una figura essenziale per spiegare al pubblico l’espressione artistica, le tematiche e la poetica dell’opera, rendendola quindi comprensibile e contribuendo a condividere l’artista dal pubblico.
  • La galleria, sia essa pubblica o privata, presenta al pubblico le opere di un singolo artista o di vari autori avendo lo scopo di promuovere principalmente la categoria, confermandone e/o aumentandone la notorietà. In questo modo non solo promuove l’artista e le sue opere, ma più in generale contribuisce a diffondere la cultura artistica, sia attraverso esposizioni permanenti che eventuali mostre periodiche.
  • I curatori sono anch’essi figure di rilievo nella promozione dell’artista e della sua poetica occupandosi di tutti gli aspetti relativi ad una esposizione; contenuti, presentazione dell’artista, allestimento, e/o gestione economico-finanziaria dell’esposizione.
  • Le case d’asta si sono per lungo tempo rivolte al cosiddetto “mercato secondario”; quello cioè relativo ad opere già sul mercato da tempo, con l’obbiettivo principale di garantirne il commercio ad ampio spettro (la case d’asta possono battere dalle opere pittoriche, alle fotografie; gioielli o antiquariato; strumenti musicali come pure abiti di personaggi famosi). La finalità prevalente è sempre stata legata prevalentemente all’aspetto commerciale. Oggi viceversa le case d’asta, avendo le categorie di professionisti che gravitano intorno al mondo dell’arte legami più stretti, sono divenute soggetti a cui i giovani artisti possono rivolgersi direttamente per vedere le proprie opere battute, e quindi introdotte sul mercato nazionale e non.

Gli interlocutori cui rivolgersi sono molteplici quindi, e ciò garantisce l’artista e la diffusione della sua opera perché la vendita dei suoi lavori rappresenta a tutti gli effetti la prima fonte di sostentamento per lui ed il suo entourage.

E’ d’altronde vero però, che tutta l’attività promozionale di un artista, sia esso giovane o meno (pensiamo alla storia di Van Gogh e la cognata Johanna Gezina Van Gogh, sua prima curatrice che ne decretò la grandezza post mortem) non si limita all’acquisizione della pura notorietà, o di un profitto attuale.

La sua divulgazione ha una portata di respiro più ampio poiché riguarda la diffusione dell’arte sul territorio, e più in generale nel mondo; lo sviluppo della cultura e la sua conoscenza come espressione del e nel quotidiano. Proviamo a pesare alla lampada di Achille e Pier Giacomo Castiglioni “Arco”, nata come oggetto industriale ancorché con una propria identità definita, oggi è a tutti gli effetti considerata un’opera d’arte.

E’ in questo senso che l’artista che decide di presentare la propria opera al pubblico, ha certamente bisogno di una tutela in ambito legale che intenda garantire i migliori rapporti tra le parti. Il rapporto contrattuale fra artista e galleria ad esempio, può dar vita a contratti che non sono espressamente previsti dal codice, cosiddetti atipici, e che vengono creati ad hoc a seconda delle specifiche esigenze dei protagonisti del caso.

I rapporti possono anche essere regolati da contratti di associazione in partecipazione ad esempio, in cui la galleria offre all’artista una percentuale sugli utili che riceverà dalla vendita dei suoi lavori, oppure da contratti di conto vendita o vendita tradizionale, contratti d’immagine, diritto di esposizione e riproduzione ed infine le opere potranno anche essere prestate ad un museo per un’esposizione, previa – ovviamente – regolamentazione dei rapporti.

L’artista dunque, con una adeguata assistenza, non potrà che valutare la formula contrattuale più opportuna rispetto ai suoi personalissimi parametri; la soluzione migliore rispetto al rapporto oggetto di tutela e protezione, rivolgendosi sempre ad operatori del settore di rilievo e professionisti specializzati.

In questo modo confermerà la valorizzazione non solo delle proprie opere ma garantirà l’obbiettivo più ampio che la diffusione della sua arte partecipi alla rinascita intellettuale della società contemporanea.

Avv. Nicoletta Maria Barbaglia